La disfatta di Caporetto nella prospettiva storica di Caporetto. Note sulla ritirata di un fante della III Armata di Mario Puccini

Abstract

La ricerca dell’umanità che scaturisce dall’orrore della Grande guerra e la prospettiva storica della disfatta di Caporetto emergono con forza dalla testimonianza di un combattente, Mario Puccini, autore di Caporetto. Note sulla ritirata di un fante della III Armata, uscito a cura di Francesco De Nicola, per la Editore Goriziana nel 1987. Le vicende di vita e di morte sul fronte italiano nel 1917, durante la disfatta italiana per mano delle forze austro-ungariche e tedesche, sono rappresentate in questo romanzo poco noto attraverso la storia esemplare di un giovane scrittore (considerato uno dei maggiori rappresentanti letterari del primo Novecento e autore del celebre Il soldato Cola). Gradualmente, a contatto con la vita di trincea e con la morte di migliaia di soldati, la prospettiva critica dell’“inutile strage” e del desiderio di pace si fanno strada nelle pagine di Mario Puccini, tanto da farne un documento interessante per comprendere come l'esperienza della Grande Guerra abbia reso meno eroico e inevitabile il ricorso alle armi per il 'progresso' storico e la risoluzione dei conflitti.

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