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Pacifismo Patriottico? Ernesto Teodoro Moneta, la genesi del pacifismo organizzato e la sfida della guerra mondiale

Vol. 6, n. 1 (2015)

Autore

Gianmarco Pisa

Abstract

La figura di Ernesto Teodoro Moneta (1833-1918), primo e unico Premio Nobel per la Pace italiano, sebbene oggi dimenticata, riveste un ruolo decisivo nel panorama del movimento pacifista nazionale. Straordinaria figura di mazziniano, patriota e pacifista, Moneta diresse i primi tentativi organizzativi del movimento per la pace in Italia, approssimandosi inoltre a un’ambiziosa sintesi tra istanze patriottiche e internazionali, e anticipando gran parte delle questioni che oggi animano il dibattito pubblico sul tema: dal ruolo dell’esercito alla difesa nazionale, passando per la dialettica tra interessi nazionali e visione internazionale. A un secolo dalla catastrofe della Prima Guerra Mondiale – che travolse il mondo e le organizzazioni pacifiste – e a vent’anni dal ritorno della guerra e del genocidio nei Balcani, l’eredità di Moneta, ravvivata dalle lezioni di Mazzini, Langer e Galtung, si rivela viva e stimolante, e la sua opera stimolante e necessaria per l’azione pacifista contemporanea.

The personality of Ernesto Teodoro Moneta (1833-1918), first and only Nobel Peace Prize from Italy, even if forgotten, is a decisive one in the Italian peace movement scenario. Extraordinary figure of Mazzinianist, patriot and pacifist, he managed the first organizational attempts of the Italian peace movement, also approaching an ambitious synthesis across patriotic and inter-national topics and foreseeing a large part of such issues nowadays shaping the public debate inside the peace movement, from the role of the army to the national defense, coming through the dialectics among national interests and international vision. One century after the catastrophe, for the world and the peace organizations, of WWI, twenty years after war and genocide, coming back in the Balkans, revived through the lessons by Mazzini, Langer and Galtung, Moneta’s heritage is alive and inspiring, and his work challenging and necessary, for the peace work today.

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