La tregua di Natale del 1914 sul fronte anglo-tedesco nelle Fiadre

Abstract

La Prima Guerra Mondiale scoppia, come noto, tra la fine di luglio e l'inizio di agosto del 1914: due mesi dopo l’uccisione a Sarajevo dell’Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono dell’Impero Asburgico. Nel conflitto sono impiegate in larga scala nuove armi micidiali, come le mitragliatrici, i cannoni con potenti proiettili esplosivi, i carri armati e gli aerei. Come conseguenza, i combattimenti già nei primi mesi di guerra causano decine di migliaia di morti, molti dei quali giacciono insepolti nella “terra di nessuno”, tra le trincee degli opposti schieramenti: nessuno li recupera per paura della reazione nemica.
La visione dei corpi in putrefazione è uno spettacolo orribile che fa meditare sull’assurdità della guerra gli animi sensibili dei soldati degli opposti schieramenti. Anche il nuovo Papa Benedetto XV, Giacomo Della Porta, nel suo primo discorso all’inizio di settembre 1914 sottolinea la sua amarezza nel vedere l’Europa “devastata dal ferro e dal fuoco, rosseggiare di sangue”. Nello stesso spirito, il 7 dicembre 1914, il Papa propone ai governi dei paesi in guerra di accordare una tregua per il Natale. Nella sua proposta il Papa auspica che “i cannoni possano tacere almeno nella notte in cui gli angeli cantano”, ma la richiesta di tregua viene respinta da tutti gli interessati. [...]

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