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Senso del vivere e conflitto. Georg Simmel interprete inattuale della contemporaneità

Il contributo si propone di indagare l’idea di conflitto nel pensiero polivoco di Georg Simmel. Essa, per essere correttamente interpretata, deve essere letta attraverso la Lebensphilosophie simmeliana, manifestandosi come problema centrale della sua filosofia. Infatti il conflitto vita/forma riassume in sé tutti i singolari contrasti che segnano l’esistenza dell’uomo. A partire dall’idea di cultura e della sua crisi, attraverso alcuni snodi determinanti della filosofia simmeliana, si sono investigati alcuni momenti della sua produzione, al fine di mettere in luce l’adialetticità e l’eternità del conflitto nella vita, divenuta il «re nascosto» della nostra Kultur. I punti cospicui che hanno permesso una navigazione non sempre lineare sono stati individuati non solo attraverso la particolare e originale filosofia simmeliana ma anche in virtù di una ricostruzione non strettamente cronologica della sua ultima produzione che va dal 1914 al 1918. In tal modo si è proposta una chiave di lettura del conflitto e della filosofia della vita che mettesse in luce il carattere di reciprocità e di ciò che si può definire l’unicità simmeliana, l’apax del suo pensiero, ancora determinante per la nostra contemporaneità.

The paper aims to investigate the idea of conflict in the polyvocal thought of Georg Simmel. To be correctly interpreted, it must be read through the Simmel’s Lebensphilosophie, manifesting itself as an head problem of its philosophy. Indeed, the life / form conflict summarizes in itself all the singular contrasts that mark the existence of man. Beginning from the idea of culture and its crisis, through some crucial junctions of the Simmelian philosophy, some moments of its production have been investigated, in order to highlight the adialectic and eternal nature of the conflict in life, which has become the «hidden king» of our Kultur. The conspicuous points that have allowed a not always linear navigation have been identified not only through the particular and original Simmelian philosophy but also by virtue of a not strictly chronological reconstruction of his last production which goes from 1914 to 1918. In this way it was proposed a key to understanding the conflict and the philosophy of life that highlights the character of reciprocity and of what can be defined as Simmel’s uniqueness, the apax of his thought, still decisive for our contemporaneity.

Brazilian Constitutional Democracy at a Crossroads

La recente elezione di Jair Bolsonaro come Presidente del Brasile solleva una serie di dubbi sul futuro dello Stato costituzionale nel paese. Queste preoccupazioni derivano da sue precedenti prese di posizione rese note in passato o durante la campagna elettorale. Su diversi temi, Bolsonaro ha espresso posizioni incompatibili con i fondamenti dello Stato costituzionale, specialmente sotto il profilo dei diritti fondamentali e della loro tutela. Questo contributo dà particolare rilievo a quelle tematiche che, con ogni probabilità, saranno quelle più interessate come l’ambiente, la sicurezza pubblica, la politica estera e i diritti sociali. Il paper ha per obiettivo di discutere i rischi che lo Stato costituzionale brasiliano sta affrontando e si troverà ad affrontare in futuro. Da questo punto di vista, porta l’attenzione sulle sfide che i giuristi dovranno affrontare in questa nuova fase. L’analisi assume come punto di riferimento il quadro normativo della Costituzione brasiliana del 1988. Si basa sulle informazioni disponibili sui media relativamente alle idee di Bolsonaro e dei suoi sostenitori, sul suo programma di governo e sui suoi primi atti come Presidente.

The recent election of Jair Bolsonaro in Brazil creates a set of doubts about the future of the constitutional state in the country. These concerns stem from their statements in the past or during the election campaign. On several issues, he expressed positions that are incompatible with the foundations of the constitutional state, especially with fundamental rights. The text gives special emphasis to themes that are likely to be most affected, such as the environment, public security, foreign policy and social rights. This paper aims to discuss the risks that the Brazilian constitutional state currently lives. As such, it seeks to draw attention to the challenges that the lawyers face in this new era. The paper takes as reference the normative framework of the 1988 Constitution. It is based on information available in the media about his ideas and those of his followers, on his government program and on the first act he edited as president.

Georg Simmel e il problema della forma nella società di massa

L’articolo intende proporre una riflessione sul saggio Il conflitto della cultura moderna di Georg Simmel, sottolineandone il rilevante contributo che, utilizzando il tema dell’opposizione al principio della forma, l’autore dà proprio nella direzione di una spiegazione originale in questo filone di studi. Lo specifico ambito nel quale l’articolo colloca la prospettiva di analisi del saggio simmeliano, tra i tanti possibili vista la potenza e la ricchezza di significati e di contenuti ivi presenti, è quello del fenomeno, osservabile sia in campo artistico, sia nell’ambito della cultura e delle relazioni interpersonali, della progressiva semplificazione delle forme esteriori. Ciò, a partire dagli ultimi decenni del XIX secolo, passando per i movimenti artistici, intellettuali e scientifici che caratterizzarono la vita culturale tedesca e austriaca nei primi due decenni del Novecento, per giungere, infine, a collocare le conseguenze di questo lungo processo nell’età dell’individualismo di massa del XX secolo.

The article intends to suggest a reflection upon the essay The Conflict in the Modern Culture by Georg Simmel; as a matter of facts the author gives a relevant contribution to the direction of an original explanation about the subject of the “opposition to the principle of the shape”, using just the same range of studies. The specific sphere where the article sets the perspective of the analysis of the essay by Simmel – among the most possible ones about the power, the richness of meanings and of contents it has got – is that one of the phenomenon, that can be observed both in the artistic field and the sphere of the culture and of the interpersonal relationships, of the progressive simplification of the exterior shapes. That, starting from the last decade of the nineteenth century, crossing the intellectual and scientific movements that characterized the German and the Austrian cultural life during the first two decades of the twentieth century. The consequences of this long historical process were the birth of the mass individualism of the twentieth century.

Georg Simmel on Communal Lie, Purpose and Faithfulness to Reality

Il problema centrale dell’articolo riguarda il conflitto che esploda in un gruppo quando uno dei suoi partecipanti intraprende un’azione intenzionale che ha come scopo la decostruzione di una menzogna. Si sostiene l’idea che, per via di questo tipo di azione, il partecipante in questione perde l’appoggio del gruppo, ma guadagna l’autonomia dalla narrativa menzognera. Vengono analizzate le complessità di un tale conflitto per l’individuo e per il gruppo. L’autore si attinge dalla Teoria del Conflitto di Simmel, e dai suoi concetti di vita, forma, menzogna, fedeltà e scopo. Le affermazioni teoriche di Simmel vengono illustrate con esempi vividi dalla letturatura, dai film, e dal giornalismo.

The central problem of the paper is a conflict which outbreaks in a group when one of its participants turns to a purposive action, aimed at disentangling of a lie. It is argued that by this sort of action, the said participant loses the group’s support but wins the autonomy from a lie-ridden narrative. The intricacies of such a conflict for the individual and for the group are analyzed. The author draws on Simmel’s Theory of Opposition, on his concepts of life, form, lie, faithfulness and purpose. Simmel’s theoretical statements are illustrated with vivid examples from literature, film and journalism.

Simmel, il conflitto e le sue molteplici forme. Un’analisi critica

Questo contributo intende indagare il tema del conflitto interindividuale, così come trattato nel capitolo IV della Sociologia di Georg Simmel. L’obiettivo è capire se l’analisi simmeliana delle diverse modalità con cui, in una prospettiva sociologica, si confligge ci autorizza a elaborare una precisa tipologia delle forme sociali in cui il ‘contrasto’ tra individui si manifesta. L’articolo individua almeno quattro modelli diversi di relazione conflittuale, che si differenzierebbero a seconda delle motivazioni individuali dell’agire e dei diversi significati attribuiti dagli attori sociali alle loro condotte. A date condizioni psico-sociali, l’A. ritiene che il conflitto possa trovare la sua motivazione profonda: ì. nel bisogno (esistenziale) di autorealizzazione, soddisfatto evidentemente attraverso l’affermazione della propria volontà a scapito di quella altrui (conflitto come strumento di espansione), ii. nei bisogni emotivi primitivi degli individui (conflitto come dinamica relazionale ‘fine a se stessa’); iii. nel bisogno di mantenere in equilibrio dinamico la struttura di ruoli e relazioni interpersonali (conflitto regolamentato attraverso specifiche procedure condivise); iv. nel bisogno di approvazione sociale (il conflitto mantiene o sovverte l’ordine costituito).

The aim of this paper is to investigate if, and eventually how, different forms of conflict are involved in Simmel’s speculations about the ‘contrast’, as analyzed in his fundamental work, Sociology. The hypothesis supported here is that, in the modern social life, there are different forms of conflict. In our opinion, types of conflict could be built up on the basis of different motives and meanings that individuals give to their social conducts. In the first type, conflict could be perceived as a tool for overcome external resistances to realization of a value oriented project. Second type refers indeed to individual’s emotions and passions. It is something of an end in itself, as happens with the individual’s polemical attitude.

Georg Simmel o el festín de la socialidad

Il saggio propone una riflessione sulla ricerca sociologica di Georg Simmel alla luce degli sviluppi della teoria sociologica classica e contemporanea. Vengono analizzate in particolare le nozioni di socialità e l’idea di individuo quali elementi centrali e discussi della teoria sociologica di Simmel, cruciali per comprendere vari fenomeni conflittuali che caratterizzano il capitalismo contemporaneo.

In this essay is a reflection of the sociological works of Georg Simmel, in the light of the various developments of the classical and contemporary sociological theory. In particular the notion of sociality and the idea of individual, discussed elements of the sociological analysis of this author that can be a first-rate tool for understanding social phenomena that characterize the capitalism contemporary and peripheral.

Simmel’s multi-level approach to conflict

Per Simmel non è realistico né desiderabile lottare per un’utopia di pace eterna. Gli esseri umani possono collaborare e svilupparsi solo se intrattengono una qualche forma di conflitto tra loro. Di conseguenza, dovrebbero inventare e istituzionalizzare il tipo più umano di conflitto . Invece di combattersi in guerra e piegare l’avversario sconfitto alla morte o alla schiavitù, dovrebbero competere pacificamente e quindi rivaleggiare a livelli superiori di cultura e prestazioni. Quest’approccio al conflitto Simmel lo applica a tre livelli: 1) Le visioni del mondo create da religione, arte e cultura descrivono ciascuna l’universo come un tutto; non possono sostituirsi a vicenda, non possono ragionevolmente essere in conflitto, ma possono e dovrebbero competere. 2) I gruppi estranei l’uno all’altro non possono imporre a se stessi di unirsi, dovrebbero invece entrare in comunicazione mediante interscambi, ridurre le differenze attraverso la competizione e col tempo diventare sempre più simili. 3) Le imprese, che offrono beni e servizi sul mercato, dovrebbero mettersi in competizione per guadagnare il gradimento del cliente e quindi cercare a suo vantaggio un tipo di concorrenza commerciale non violenta. Un riepilogo finale mostra ciò che i tre livelli hanno in comune.

To Simmel it is neither realistic nor desirable to strive for a utopia of eternal peace. Humans can only collaborate and develop if some form of conflict among them prevails. Accordingly, they should invent and institutionalize the most humane type of conflict. Rather than subduing each other in war and submit the defeated partner to death or slavery, they ought to compete peacefully and thus provoke each other to higher levels of culture and performance. This Simmel applies to three levels: 1) The world views created by religion, art, and scholarship each depict the universe as a whole; they cannot replace each other, they cannot reasonable be in conflict, but they can and should compete. 2) Human groups alien to each other cannot enforce unification but should communicate via an exchange of strangers, reduce differences by competing, and eventually become more and more similar. 3) Businesses, offering goods and services on a market, should compete to gain the approval of the customer and thus perform a nonviolent type of conflict in commerce to the advantage of those who pay them money. A summary at the end shows what the three levels have in common.

Georg Simmel and the Synthesizing Effects of Competition. Some Reflections on the Connection of Life and Work

Nel 1903 Simmel pubblicò il suo breve studio sulla sociologia della competizione, dopo che il concorso per la successione alla importante cattedra di Georg von Gizicky a Berlino alla fine degli anni ‘90. In quella circostanza fu sconfitto da Max Dessoir, un allievo di Wilhelm Dilthey, quest’ultimo in forte contrasto con Moritz Lazarus, maestro di Simmel. Quindi l’episodio competitivo faceva parte di un conflitto più ampio. L’articolo tenta di collocare lo studio di Simmel sulla competizione sullo sfondo della vicenda biografica del suo autore. Per primo traccia la natura sociologica della competizione, che differisce dal conflitto convenzionale nella sua forma triadica; poi mostra che se orientata a un obbiettivo comune, la competizione ha un effetto socializzante sulla cerchia sociale dei concorrenti. Un concetto che, appunto, sembra nascere dalla vicenda personale che coinvolse Simmel, dato che la competizione menzionata migliorò la condizione di tutti i contendenti coinvolti ed ebbe l’effetto di amalgamare i partecipanti alla medesima cerchia sociale.

In 1903 Simmel published his short study on the sociology of the competition, after the competition for the succession to the important chair of Georg von Gizicky in Berlin at the end of the years ’90. On that situation he was defeated by Max Dessoir, a doctoral student of Wilhelm Dilthey, the latter in stark contrast to Moritz Lazarus, Simmel’s teacher. So the competitive episode was part of a larger conflict. The article attempts to place Simmel’s study on competition against the background of the biographical vicissitudes of its author. First, it traces the sociological nature of competition, which differs from conventional conflict in its triadic form, after it shows that if oriented to a common goal, competition has a socializing effect on the social circle of competitors. A concept that, in fact, seems to arise from the personal story that involved Simmel, given that the competition mentioned improved the condition of all the contenders involved and on the other hand, had a society-forming effect.

Rileggere “il Mediatore” di Simmel nella prospettiva di uno sviluppo delle tecniche di risoluzione alternativa dei conflitti

Nelle pagine finali del secondo capitolo di Soziologie, Simmel introduce il Mediatore come terzo imparziale. Attorno a questa figura sociale convergono buona parte dei temi centrali della sua intera proposta teorica: l’azione reciproca come fattore strutturante della realtà sociale, l’approccio formale allo studio della società, la funzione integrativa del conflitto. Il presente saggio si propone di gettare un ponte tra la riflessioen simmeliana e l’attualità. L’obiettivo è mostrare come in un momento storico, come l’attuale, in cui assume crescente importanza la risoluzione extragiudiziale del conflitto, l’analisi delle dinamiche relazionali proposta da Simmel risulti ancora oggi uno strumento di fondamentale importanza sia per il lavoro del mediatore civile e penale, che per operatore sociale che si trovi a gestire dinamiche conflittuali.

In the final pages of the second chapter of Soziologie, Simmel introduces the Madiator as “third and impartial role”. Around this social figure converge a large part of the central themes of his entire theoretical proposal: mutual action as a structuring factor of social reality; the formal approach to the study of society; the integrative function of conflict. The present essay aims to bridge Simmel reflections on present days. The objective is to show how in a historical moment, like the current one, in which the out-of-court resolution of the conflict becomes increasingly important, the analysis of the relational dynamics proposed by Simmel is still an instrument of fundamental importance, both for civil and criminal mediator and for social workers.

Conflitto e pace nella società globale. Note sui contributi di Georg Simmel

Nella prima parte di questo scritto si tratteggia brevemente la storia delle idee su pace e guerra nel pensiero occidentale e in sociologia; inoltre, si ricorda l’avvio della “ricerca della pace” negli anni ’60, anche in Italia, in particolare all’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia. Nella seconda parte si presentano alcuni aspetti del pensiero di Simmel: l’influenza del suo saggio del 1904 sullo sviluppo degli studi negli USA sulla “Risoluzione dei conflitti”; le sue riflessioni sulla dimensione spaziale della società; e alcuni altri. Si inserisce qui anche un commento critico sugli scritti di Simmel sulla posizione della Germania negli anni della Grande Guerra. Nella terza parte di applicano gli studi di Simmel a proposito di “principi socio-spaziali e loro configurazioni” su alcune teorie più recenti, come il concetto di “società mondiale”, la globalizzazione, e le reazioni ad essa, come il movimento no-global e l’attuale revival del nazionalismo in Europa e negli USA. In conclusione si presenta una nota su un dilemma morale in una società globalizzata.

The history of the ideas on peace and war in Western thought and in sociological theory is summarized in the first part of this paper, along with notes on the “peace research” school since the Sixties and its dawning in Italy, e.g. in the Institute of International sociology of Gorizia (Isig). In the second section, some Simmel’s contributions are presented: the influence of his essay of 1904 on later sociological American work on “conflict resolution” and other sociological theories; his work on the spatial dimension of society; and a commentary on peculiar qualities of his mind. A critical note is inserted, on Simmel’s papers in support of the German stance in the Great War. In the third part, Simmel’s work on “spatial principles and configurations” are applied on the analysis of some theories on “one-world society” , on globalization , and its backlashes, like the noglobal movement and the recent revival of nationalism in Europe and in the United States. A note on the moral dilemmas in a globalized society conclude the paper.