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Economic Effects of Terrorism in Italy, Spain, and the United Kingdom

Il terrorismo è diventato una realtà in molte parti del mondo. Sebbene risalga a millenni fa e sia stato presente nel corso dei secoli, è diventato particolarmente significativo nel mondo con eventi come le campagne contro Israele, inclusi gli attacchi alle Olimpiadi di Monaco del 1972, le azioni di Al Qaeda inclusi gli attacchi dell’11 settembre e gli attacchi dell’ISIS in Medio Oriente, Europa e altrove. C’è stata anche una grande ondata di attacchi da parte di gruppi di estrema sinistra nell’Europa occidentale a partire dalla fine degli anni ’60 e in altri luoghi, nonché violenze da parte di movimenti indipendentisti. Poiché il terrorismo continua a rappresentare una minaccia per i governi e le popolazioni, è stato suggerito la violenza terroristica abbia tra le altre cose un impatto economico negativo. Le analisi che seguono si concentrano sugli effetti economici delle campagne terroristiche dei gruppi nazionalisti baschi in Spagna, dei gruppi repubblicani irlandesi operanti in Irlanda del Nord, e dei gruppi estremisti italiani come le Brigate Rosse (BR).

Terrorism has become a reality in many parts of the world. Although it goes back millennia and has been present over the centuries, it became more prominent in the world with events such as the campaigns against Israel, including the 1972 Munich Olympics attacks, the actions of Al Qaeda including the 9/11 attacks, and the attacks by ISIS in the Middle East, Europe, and elsewhere. There was also a major wave of attacks by extreme leftist groups in West Europe beginning in the late 1960s and in other places, as well as violence by ethnic nationalist movements. As terrorism continues to be a threat to governments and populations, it has been suggested that one consequence of terrorist violence has been negative economic impacts. The analyses to follow will concentrate on the economic effects of terrorist campaigns by Basque nationalist groups in Spain, Irish republican groups operating in Northern Ireland, and Italian extremist groups such as the Brigate Rosse (BR).

L’uomo e la guerra. Sulla Sociologia di Gaston Bouthoul

Opera misconosciuta, forse un po’ datata o comunque poco frequentata dagli studiosi italiani, le Guerre di Gaston Bouthoul resta invece fonte di numerosi stimoli intellettuali, utili a decifrare il significato sociologico dei comportamenti dell’Uomo in guerra. Oltreché, in prospettiva, i diversi modelli culturali e organizzativi a cui nel corso del tempo si riferiscono le società umane. Alle domande poste dall’autore: “perché l’uomo fa la guerra?”; per quali ragioni si accende il conflitto violento tra popoli o tra singoli individui; pur senza costruire esplicitamente degli ideal-tipi, Bouthoul sembra rispondere attraverso un’accurata analisi di specifici e ricorrenti modelli di azione sociale. L’obiettivo che ci si è posti, pertanto, in questo pur breve studio di sociologia della guerra, consiste nella rielaborazione teorica di quattro figure di combattente (il volontario, il fanatico, il mercenario e il coscritto). Avvalendosi di passaggi e riferimenti testuali dell’opera, il paper intende mettere a fuoco motivazioni e significati che gli individui attribuiscono alle loro condotte militari; senza per questo tralasciare l’analisi delle conseguenze sociali che tali modi di agire producono sulla struttura dei gruppi e delle relazioni tra gli uomini.

Unrecognized work, perhaps a little dated or in any case little frequented by Italian scholars, Gaston Bouthoul’s Le Guerre remains a source of numerous intellectual stimuli, useful for deciphering the sociological meaning of Man’s behavior in war and, in addition, the different cultural and organizational models to which human societies refer over time. To the questions posed by the author: “why does man make war?”; “for what reasons the violent conflict between peoples or single individuals arises?”; even without explicitly constructing ideal-types, Bouthoul seems to respond through an accurate analysis of specific and recurring models of social action. Our aim, therefore, in this brief study of the sociology of war, is the theoretical reworking of four fighter figures (the volunteer, the fanatic, the mercenary and the conscript). Using passages and textual references from the work, the Research Paper intends to focus on the reasons and meanings that individuals attribute to their military conduct; without neglecting the analysis of the social consequences that these ways of acting produce on the structure of groups and relationships between men.

Un piede per la ‘scarpetta di Cenerentola’: una discussione critica sul concetto di populismo

Il paper si propone di mettere ordine nella ricca discussione teorica ed empirica sul fenomeno del populismo attraverso una discussione critica del concetto. Nonostante sia diffusa un’interpretazione negativa del concetto di populismo, specie nel discorso pubblico e giornalistico, lo sforzo accademico ha prodotto notevoli risultati per identificare e circoscrivere questo importante ed attuale fenomeno. In queste pagine si cercherà di mettere in evidenza (1) il contributo teorico da parte di studiose e studiosi di varie discipline, (2) le molteplici forme del populismo come fenomeno sociale e politico, ed infine (3) il rapporto tra populismo e potere. Queste sono le tre linee d’analisi su cui si organizza questo paper . Si concluderà, inoltre, con alcune considerazioni sul cosiddetto “momento populista” e la convergenza tra tecnocrazia e populismo nel panorama politico ed istituzionale contemporaneo.

This paper aims to bring some order to the rich theoretical and empirical discussion on the phenomenon of populism through a critical discussion of the concept. Although a negative interpretation of populism is widespread, especially in public and journalistic discourse, academic effort has produced remarkable results in identifying and circumscribing this important and current phenomenon. These pages will attempt to highlight (1) the theoretical contribution by scholars from various disciplines, (2) the multiple forms of populism as a social and political phenomenon, and finally (3) the relationship between populism and power. These are the three lines of analysis on which this paper is organized. It will also conclude with some considerations on the socalled “populist moment” and the convergence between technocracy and populism in the contemporary political and institutional landscape.

Visti umanitari e accesso al diritto d’asilo. La tutela dei richiedenti asilo afghani prima e dopo la caduta di Kabul

La situazione in Afghanistan dopo la riconquista del potere da parte dei talebani resta estremamente critica, con migliaia di persone in fuga ogni giorno dal Paese. Gli Stati europei sono chiamati ad intervenire con iniziative all’altezza della crisi umanitaria in corso, dato che il processo di evacuazione dello scorso agosto non può certamente rappresentare l’unica azione messa in atto dai Governi. Nel presente articolo, oltre alla disamina degli strumenti giuridici utilizzati per l’ingresso dei cittadini afghani in Europa e in Italia, le autrici si soffermeranno soprattutto sulle potenzialità e criticità dei visti umanitari e dei programmi di ammissione umanitaria, nel contesto delle attuali politiche migratorie a livello nazionale e sovranazionale. L’approfondimento verterà poi su un altro aspetto altrettanto influenzato dalla discrezionalità statale: la valutazione delle domande di asilo presentate dai migranti afghani negli ultimi anni in Europa. Si evidenzieranno quali sono le principali cause di difformità tra Stati membri, soprattutto relativamente alla valutazione del livello di violenza indiscriminata nel paese ai fini del riconoscimento della protezione sussidiaria, e si ripercorrerà la giurisprudenza sull’estensione del sindacato del giudice nazionale nei casi di impugnazione dei trasferimenti dell’Unità Dublino, nell’ottica di offrire una prospettiva sul grado di effettività della protezione concessa ai cittadini afghani.

The situation in Afghanistan after the Taliban have returned to power is extremely critical, carrying thousands of people to the border. EU member states are required to act in response to the humanitarian crisis, as the emergency evacuation carried out in August cannot be the only initiative being undertaken by governments. The article will analyze the legal instruments used to authorize entries of Afghan nationals into Europe and Italy, focusing especially on potentialities and critical issues related to humanitarian visas and humanitarian admission programs, within the current framework of migration policies at the national and supranational level. The study will then focus on a different aspect, also influenced by state discretion: the evaluation of asylum applications submitted by Afghan migrants in recent years in Europe. The authors will highlight the main reasons for diversity among Member States, mainly when assessing the level of indiscriminate violence in the country for the recognition of subsidiary protection, and they will examine the case law on the extension of national courts’ review procedures in cases of appeal against transfers decided by the Dublin Unit, to offer a perspective on the degree of effectiveness of protection granted to Afghan nationals across Europe.

Il processo costituente cileno e il problema della giustiziabilità dei diritti sociali. Alcune note intorno a un dibattito teorico in fase di costruzione

L’articolo assume a oggetto il processo costituente cileno attualmente in corso: in particolare, si propone di analizzare il dibattito giuridico-politico relativo al tema della giustiziabilità dei diritti sociali. Da un punto di vista metodologico, si adotta implicitamente una posizione moderatamente scettica nei confronti delle potenzialità normative della teoria generale del diritto. In base a questa prospettiva, qualsiasi considerazione normativa dei problemi teorici richiede di essere sempre integrata dalla valutazione dei fattori giuridici, politici e sociali contingenti. Uno dei principali obiettivi del testo è dimostrare che non vi sia un rigido nesso di causalità tra la presenza di un ampio catalogo di diritti sociali all’interno di una costituzione e l’attuazione delle prestazioni ad essi associati. Lo studio si propone inoltre di mostrare che il significato simbolico ed espressivo legato alla possibile riaffermazione dei valori fondanti dei testi costituzionali sia ancora più importante in una società caratterizzata, come quella cilena, da una tendenza consolidata ad andare contro i principi redistributivi che ispirano la logica dei diritti sociali.

The study focuses on the Chilean constituent process scheduled for the second semester of 2022: we propose to analyse the legal and political debate which the need for a constitutional change has been generating in the last several years with particular regard to the issue of the justiciability of social rights. In examining these problems, from a methodological point of view, a moderately sceptical position towards the normative potential of the general theory of law is implicitly defended. According to this framework, the normative consideration of conceptual problems always needs to be integrated by the evaluation of contingent legal, political and social factors. We aim to show that there is no rigid causal link between the presence of a wide catalogue of social rights in a constitution and the satisfaction of the benefits associated with them. On the other hand, the study aims to show that the symbolic and expressive meaning associated with the possible reaffirmation of the founding values of constitutional texts is even more important in a society characterized, like the Chilean one, by a long-standing tendency to go against the redistributive principles that inspire the logic of social rights.

Georg Simmel. Il conflitto nell’ontologia dell’umano

Attraverso gli originali saggi di Simmel noi comprendiamo perché il fluire dinamico della vita e della storia, l’io fallibile, reciproco, non si possiede mai totalmente con se stesso come identità, affidabile e sicura. Ciò non traduce una negatività che si disloca nel mezzo, tra il negativo e l’io: cioè l’alterità, il navigante nell’in-finito. Il non-proprio-dell’io, giammai identico a se stesso, è fatto e generato dall’altro, nel conflitto. Come per Hegel, anche per Simmel l’io è costituito dal rapporto con l’altro. Una alterità che lo (ri)compone e lo erode nella vita delle forme dell’io reciproco. Non si può pensare-di-pensare la vita come flusso in cui si dislocano la coscienza, i corpi e le cose fuori da questa relazione. Le trame di questo intrico fanno sì che la vita, la società, la filosofia, la politica, la scienza e l’arte, cioè la cultura, possono farci ri-conoscere come soggetti individuali di desiderio, di potere e di sapere, nel nostro limite, in un’ontologia dell’umano e del sociale non depoliticizzante, in cui il principio reciprocità assurge a dimensione costitutiva dell’inquieto divenire dell’essere, a cui non ci si può sottrarre dal momento che l’umano è un essere imperfetto e mancante.

Through the original essays of Simmel we understand why the dynamic flow of life and history, the fallible, reciprocal self, never fully possesses itself as an identity, reliable and secure. This does not translate a negativity that is displaced in the middle, between the negative and the ego: that is, the otherness, the navigator in the in-finite. The non-proper-ego, never identical to itself, is made and generated by the other in conflict. As with Hegel, the ego is made up of the relationship with the other also for Simmel. An alterity that (re) composes it and erodes it in the life of the forms of mutual self. One can not think-of-thinking life as a flow in which consciousness, bodies and things are displaced out of this relationship. The textures of this tangle make life, society, philosophy, politics, science and art, that is culture, make us re-know as individual subjects of desire, power and knowledge, in our limit, in an ontology of the human and of the non-depoliticizing social, in which the principle of reciprocity rises to a constitutive dimension of the uneasy bond of the becoming of being, to which we can be subtracted from the moment that the human being is an imperfect, missing being.