Georg Simmel è uno dei fondatori della moderna teoria del conflitto, precursore della polemologia. Le sue ricerche presentano uno degli approcci più originali emersi nel XX secolo per la costruzione di una sociologia dell’antagonismo come processo di socializzazione. Questo saggio è un tentativo di connettere, attraverso una metodologia dialogico-dialettica, gli approcci di Simmel con una teoria generale di mappatura della pace e, in particolare, con il concetto di pace neutrale sviluppato dalla Scuola di Granada. Questa metodologia mira a individuare punti di convergenza su cui provare a costruire una antropologia della neutralità con cui una società alle prese con il conflitto (e con la sua risoluzione, gestione e trasformazione) può utlizzare il concetto di pace neutrale per provare a superare la tensione tra le parti in contrasto in termini di crisi e alternativa.
Author Archives: Alessia Oliverio
Los desacuerdos del acuerdo. Notas de trabajo sobre la finalización de la confrontación armada entre el Estado colombiano y las FARC-EP desde la sociología del conflicto simmeliana
Queste note di ricerca analizzano gli sviluppi conclusivi del conflitto armato tra lo stato colombiano e le FARC. La recente fase di cambiamento è stata caratterizzata dalla pugnacità dei partecipanti al dibattito politico sul processo di pace con la principale organizzazione insorgente del paese. La riflessione su come terminano i conflitti è ispirata alle teorie di Georg Simmel. L’analisi si sofferma su vari aspetti dell’accordo di pace nell’ambito della campagna presidenziale. Uno dei principali risultati di questo esame peliminare del tema è che lo studio di simili periodi di transizione non richiede soltanto il contributo di una sociologia del conflitto ma anche l’impiego di strumenti di filosofia della storia e di memory studies. Riteniamo dunque che una ricerca sociale che volesse compiutamente studiare l’attualità della Colombia dovrebbe necessariamente essere capace di cogliere forme di socialità in movimento e trasformazione.
These research notes highlight the completion of the armed conflict between the Colombian State and Farc-Ep. This changing present moment is characterized by the pugnacity of the participants in the current political debate on the peace deal with the so called main insurgent organization of the country. Herewith the reflection over how conflicts end is based on Georg Simmel´s ideas. The exploration of the pro peace deal presidential campaigns reveals some lines of analysis. One of the major ascertainments of our preliminary exam is that, besides the contribution of a sociology of conflict, studying transitional periods requires to take into account features related to philosophy of history and memory studies. We assert that a social science which seeks to address the colombian present, must inquire about shifting sociation forms.
Populism and conflicts in the Italian politics. The analysis of the political rhetoric of Matteo Renzi as a case study
In questo contributo l’autore discute criticamente il concetto di “populismo”, tentando di renderlo funzionale ad una analisi empirica. A questo scopo viene individuato come caso di studio la retorica politica dell’ex Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, attraverso una analisi del discorso e dei suoi contenuti. Sulla base di due categorie fondamentali e di quattro sottocategorie, l’autore prova a mostrare che il populismo può essere individuato anche in un leader che non è espressione di movimenti o partiti di destra, e che in Italia si assiste all’emersione di una specifica forma di populismo, istituzionale e “dall’alto” secondo la definizione offerta dalpolitologo Marco Revelli. Il caso di studio selezionato vuole contribuire ad approfondire, in termini teorici ma anche sulla base di evidenze empiriche, lo studio del populismo in Italia.
In this paper I discuss critically the concept of populism trying to operationalise it for an empirical analysis. I will present a case study, which is an analysis of the political rhetoric of Matteo Renzi based on the content analysis. Through two main categories and four subcategories, I will show that populism can be found also in leader which are not expression of the far-right movements or parties and that for the Italian case we can see a specific form of populism, institutionalized and “from above” using the definition of the Italian political scientists, Marco Revelli. The case study aims to provide some additional empirical finding for the study of populism in Italy.
I lunghi anni Sessanta in Italia: la contestazione dei cattolici
Quando, dopo la morte di Pio XII, il 28 ottobre 1958 fu eletto papa Angelo Giuseppe Roncalli, il quale assunse il nome di Giovanni XXIII, per lui si prospettava un mandato di breve durata ed effettivamente il suo pontificato sarebbe terminato solamente cinque anni più tardi. Di fronte alle trasformazioni economiche e sociali che caratterizzarono l’Italia negli anni Cinquanta, Roncalli ritenne necessario per la Chiesa aggiornarsi e confrontarsi con le nuove esigenze che si ponevano alla coscienza dei cristiani; quest’intuizione si tradusse nella convocazione del Concilio Vaticano II (1962-1965), che fin da subito rivelò uno scontro all’interno delle riunioni tra una maggioranza fedele alla tradizionale dottrina cattolica e una minoranza disponibile all’apertura; uno scontro che troverà eco nelle riviste e che avrà come risultato diverse interpretazioni dei documenti conciliari. Una differente ricezione politica del Concilio base di trasformazione che ha coinvolto le stesse organizzazioni di massa dei cattolici, l’Azione Cattolica, le Acli, la Democrazia Cristiana e che, grazie all’incontro con i movimenti giovanili, è diventata contestazione aperta dentro la Chiesa, e il cui obiettivo non fosse quello di una distruzione dell’istituzione, bensì una fedele e rigorosa ripresa della Chiesa di Cristo, sempre più nascosta e sostituita da un’organizzazione di potere che tramava relazioni economiche e politiche e che si rendeva complice del capitalismo nel perpetrare ingiustizie in terre vicine e lontane. Una Chiesa altra che non voleva diventare però un’altra Chiesa. I primi due capitoli saranno dedicati allo svolgimento del Vaticano II e all’opera di pace promossa da papa Roncalli, in particolar modo all’enciclica Pacem in Terris , promulgata nel’aprile 1963.
When, after the death of Pius XII, on October 28, 1958, Pope Angelo Giuseppe Roncalli was elected, who assumed the name of John XXIII, a short term was expected for him and indeed his pontificate would have ended only five years later. Faced with the economic and social transformations that characterized Italy in the Fifties, Roncalli considered it necessary for the Church to update and confront the new demands placed on the consciences of Christians; this intuition was translated into the convocation of the Second Vatican Council (1962-1965), which immediately revealed a clash within the meetings between a majority faithful to the traditional Catholic doctrine and a minority available to openness; a clash that will be echoed in the magazines and which will result in different interpretations of the conciliar documents. A different political reception of the basic transformation Council which involved the mass organizations of Catholics, Catholic Action, Acli, Christian Democracy and which, thanks to the meeting with youth movements, has become an open dispute within the Church , and whose goal was not that of a destruction of the institution, but a faithful and rigorous recovery of the Church of Christ, increasingly hidden and replaced by an organization of power that plotted economic and political relations and that made itself an accomplice of capitalism in perpetrating injustices in near and far lands. An other Church that did not want to become another Church. The first two chapters will be devoted to the development of Vatican II and to the work of peace promoted by Pope Roncalli, especially to the encyclical Pacem in Terris, promulgated in April 1963.
Leggi religiose e laicità: riflessioni sulle radici del costituzionalismo iraniano (1906-1979)
Il sistema politico Iraniano, basato dal 1979 sulla legge islamica (la legge della Shari’a ), così come il suo governo in carica, stanno affrontando numerose sfide e vere e proprie crisi esistenziali, tipiche di una società segnata dalle contraddizioni delle società in transizione. In questo caso, una delle contraddizioni principali riguarda il rispetto dei principi giuridico-morali islamici, che erano l’obiettivo fondamentale della Repubblica Islamica dell’Iran. Questo articolo intende mettere in discussione, almeno in parte, le radici profonde degli attuali problemi attraverso analisi approfondite del potere politico iraniano e della sua evoluzione, ritornando al primo movimento popolare moderno del paese e al fallimento della rivoluzione costituzionale del 1906, i cui effetti durano fino ad oggi. In questo quadro, anche una riflessione sul ruolo degli intellettuali secolari e degli scienziati religiosi iraniani e sulla loro influenza nel dibattito pubblico sarà considerato. Infine, è opportuno concentrarsi sulla carta costituzionale attuale e su come venne stabilita, in particolare sul principio del velāyat-e faqih ( tutela del giurisperito) e sulle sue conseguenze teorico-pratiche, dopo che il popolo iraniano è stato governato da un governo laico come quello di Pahalvi (1925-1979) per quasi mezzo secolo.
The Iranian political system, based on Islamic law (Shari’a law) since 1979, as well as its current government, are facing various challenges typical of a society marked by the contradictions of societies in transition. One of the main such contradictions concerns the respect of Islamic legalmoral principles, which were the fundamental aim behind the rise of the Islamic Republic of Iran. This article intends to question, at least in part, the deep roots of the current problems through an analysis of the Iranian political power and its evolution, returning to the country’s first modern popular movement and the failure of the first Persian constitution of 1907, the effects of which continue to today. In this framework, a reflection on the role of the Iranian secular intellectuals and religious scholars and their influence on the public debate will be considered. Finally, the current constitutional charter and on how it was established will be examined, in particular the principle of velāyat-e faqih (guardianship of the jurist) and its theoretical-practical consequences, after the Iranian people had been governed by a secular government like Pahalvi (1925 -1979) for almost half a century.
La malattia impossibile: il problema dell’eziologia traumatica nella Clinica psichiatrica di Pisa durante la Prima Guerra Mondiale
Il saggio ricostruisce la pratica della Clinica di Malattie Nervose e Mentali di Pisa durante la Prima Guerra mondiale. Più in particolare si fa riferimento all’ampia letteratura sul ruolo dello psichiatra nella società, e sul problema della psichiatria di guerra, già problematizzato e dibattuto nel corso dei conflitti coloniali. Sullo sfondo di questo dibattito ideologico, vissuto in modo polivoco dalla classe dirigente nazionale, si prende in analisi il problema scientifico dell’eziologia traumatica dei disturbi psichiatrici. Si considera in particolare il caso della Clinica di Pisa, e di diversi documenti da essa prodotti. Emerge nei casi considerati, infatti, l’apparente contraddizione di una “malattia impossibile”, diagnosticata presso la popolazione militare ricoverata ma non fra i civili. In effetti, in questo periodo storico, la scienza psichiatrica italiana sembra non contemplare la possibilità che una patologia psichiatrica insorga per una diretta causazione bellica. Si propone di sciogliere questa problematica, nel caso dei documenti presi in esame, rilevando il dettaglio della pratica clinica, che risulta differenziata in questo genere di casi, e considerando alcuni sviluppi successivi.
This paper aims to illustrate the activity of Clinica di Malattie Nervose e Mentali di Pisa during the First World War. Mostly, it will refer to the role of the psychiatrist in society and to the issue of war psychiatry, which had already been debated during colonial conflicts. The paper will take in consideration the scientific problem of traumatic aetiology of psychiatric disorders. In particular, it will study the case of Clinica di Pisa and the several reports that the clinic itself produced. The examined cases show the apparent contradiction of an “impossible disease”, diagnosed in the military and not in civilians. In fact, during this period of time, the Italian psychiatric science seems not to contemplate the possibility that war could cause a psychiatric condition. The paper aim to solve this dilemma, showing how in such cases the clinical practice differs and considering further developments.
Design for migration: metodologie di progetto per l’innovazione sociale
Il presente contributo propone di descrivere come, all’interno di un Corso progettuale in design del prodotto, venga affrontato il tema delle migrazioni a partire dall’analisi delle principali tappe che contraddistinguono il percorso di profughi e rifugiati, dalla partenza fino all’arrivo e alla permanenza nel paese ospitante. L’articolo verte, in particolar modo, sulla disamina di due principali metodologie di design: il pensiero laterale e il design thinking , che vengono utilizzate durante tutto lo svolgimento del progetto. A supporto dei commenti metodologici, verranno illustrati due tra i sette progetti nati all’interno del Corso: Grab.m e Kala, che si concentrano rispettivamente sul tema della traversata in mare e su quello dell’integrazione culturale.
The present paper describes how a product design Course can approach the issue of migration, starting from the analysis of the main stages of the journey that refugees have to do, from the departure to the arrival, to the period they spend in the hosting country. The article focuses, in particular, on the examination of two design methodologies: lateral thinking and design thinking, both used throughout the project. In support of the explanation of methodological theories, two of the seven projects born within the Course will be illustrated: Grab.m and and Kala. The firs one focused on the theme of the see crossing, the second one on the topic of cultural integration.


