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Codice etico

Scienza e Pace è una rivista elettronica interamente open access, nata per promuovere la ricerca scientifica, la circolazione del sapere e il dibattito pubblico informato sulle tematiche della pace e dei conflitti. Riconosce il pluralismo tematico e metodologico che si è sviluppato all’interno degli studi sulla pace nel corso degli ultimi decenni, assumendo consapevolmente una prospettiva interdisciplinare. Si propone come luogo critico di confronto tra orientamenti diversi orientato alla produzione di innovazione teorica e pratica, assumendo come prospettiva generale la costruzione di una “pace positiva”. Fa propri e promuove i principi e le pratiche dell’accesso libero alla conoscenza. Ha periodicità semestrale: i due numeri vengono pubblicati rispettivamente entro la fine di giugno e di dicembre di ciascun anno.

L’editore

L’editore o soggetto promotore della rivista è il Centro Interdisciplinare “Scienze per la Pace” (CISP), centro di ricerca autonomo dell’Università di Pisa.

Il CISP richiede a tutti i soggetti coinvolti nel processo editoriale della rivista – i membri degli organi editoriali, gli autori, i revisori esterni – lo scrupoloso rispetto del presente Codice etico, ispirato agli standard internazionali elaborati dal Committee on Publication Ethics (COPE) nelle sue Core Practices.

Fatto salvo il rispetto dei requisiti di rigore scientifico ed etico specificati in questo Codice, il CISP e la rivista Scienza e Pace adottano una posizione indipendente rispetto ai contenuti pubblicati. Le posizioni espresse dagli autori degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle della rivista Scienza e Pace, né del CISP e dei suoi membri.

Gli organi editoriali

Gli organi editoriali della rivista sono il Direttore, il Comitato scientifico, il Comitato di redazione e la Segreteria di redazione. Gli organi editoriali della rivista con compiti decisionali rispetto alla pubblicazione sono il Direttore e il Comitato di redazione. Tutti i membri degli organi editoriali sono studiosi provenienti da Università ed Enti o Istituti di ricerca, o studiosi ed esperti provenienti da Istituzioni pubbliche o Enti privati di comprovata qualificazione e prestigio.

Il Direttore è designato dal Direttore del CISP. È il responsabile della rivista nei confronti dell’editore. Convoca le riunioni del Comitato di redazione e coordina i lavori all’interno delle stesse. Con il supporto del Comitato di redazione implementa la linea editoriale e assume le proprie decisioni in merito alle varie fasi del processo di pubblicazione. Dirime eventuali conflitti tra autori, referee e membri del Comitato di redazione. Relaziona periodicamente al Consiglio Direttivo del CISP sullo stato della rivista, sul quale redige una breve relazione inclusa nei Rapporti annuali del CISP. Può informare i membri del Comitato scientifico sull’andamento della Rivista, vigilando sul loro impegno a garantire il prestigio della stessa.

Il Comitato scientifico è composto da ricercatori di chiara fama nelle rispettive discipline, che si sono distinti per il loro interesse per gli studi della pace e dei conflitti: la sua composizione rispecchia la vocazione multidisciplinare e interdisciplinare della rivista, nonché la sua apertura internazionale. Il Comitato scientifico ha mere funzioni di garanzia del prestigio della Rivista e non è attivamente coinvolto nelle procedure di selezione e pubblicazione degli articoli.

Il Comitato di redazione è composto da ricercatori di riferimento nelle rispettive discipline, che si sono distinti per il loro interesse per gli studi della pace e dei conflitti. Supporta il Direttore nell’intero processo editoriale, con particolare riferimento all’accettazione preliminare delle proposte di contributo ricevute, alla scelta dei referee, alla supervisione del processo di revisione fino alla decisione finale (si veda sotto). Il Comitato di redazione lavora in piena autonomia, valorizzando le competenze e gli apporti di tutti i suoi membri. È guidato dalle linee editoriali della rivista, dalle norme del presente Codice, nonché dalle norme vigenti in materia. Gestisce il processo editoriale dei contributi senza nessun tipo di discriminazione di genere, origine, appartenenza culturale, credo, orientamento scientifico, accademico o politico degli autori.

Il Comitato di redazione accetta solo pubblicazioni non sottoposte contemporaneamente a valutazione presso altre riviste. I lavori devono altresì risultare originali, pertinenti con le tematiche di interesse della rivista e devono essere redatti secondo standard elevati di qualità scientifica e editoriale. Sulla base di questi requisiti di base, sottopone i contributi ricevuti a una valutazione preliminare di pubblicabilità prima di inviarli a due revisori esterni (referee o peer reviewer), selezionati tra gli esperti dell’area o del settore scientifico-disciplinare a cui appartiene prevalentemente il contributo. Qualora un membro del Comitato di redazione sottometta un manoscritto alla rivista, lo stesso è tenuto a non partecipare alle attività dedicate al processo editoriale che riguarda il suo lavoro.

Per garantire un elevato livello di qualità scientifica e redazionale delle pubblicazioni, nonché per evitare conflitti di interessi nel caso in cui un autore (o la sua istituzione), un referee o un membro della redazione abbiano rapporti personali o economici che possono influenzarne in modo inappropriato il comportamento, il Comitato di redazione si affida a valutatori esterni anonimi in doppio cieco (double-blind peer review). La scelta dei referee avviene esclusivamente sulla base delle competenze ritenute necessarie per valutare in modo rigoroso e imparziale i lavori di ricerca. I referee ricevono i contributi in forma anonima e la loro identità non è nota e non viene mai comunicata agli autori, che ricevono le schede di valutazione redatte dai referee in forma anonima. Gli autori, da parte loro, sono tenuti a eliminare dai contributi ogni riferimento che possa rivelarne direttamente o indirettamente l’identità. Per preservare pienamente l’anonimato dei referee, i loro nomi non vengono pubblicati sulla rivista.

Il Comitato di redazione è tenuto a non divulgare nessuna informazione sui contributi ricevuti, né sul procedimento di valutazione, a nessun altro soggetto diverso dagli autori e dai referee. Il materiale inedito contenuto nei contributi sottoposti alla rivista non può essere usato dai membri del Comitato di redazione per proprie ricerche senza il consenso dell’autore. Se il Comitato di redazione rileva o riceve segnalazione di un problema rilevante in merito a errori, a conflitti di interesse o a un caso di plagio in un articolo pubblicato, ne darà tempestiva comunicazione all’autore ed intraprenderà le azioni necessarie per risolvere in modo consensuale la questione, pubblicando una rettifica o in caso di necessità ritirando l’articolo. 

La Segreteria di redazione è designata dal Direttore della rivista e dal Direttore del CISP, che individuano al suo interno un Coordinatore. La Segreteria di redazione ha funzioni esclusivamente segretariali, organizzative e di editing, fornendo un mero supporto in tali ambiti alle funzioni del Direttore della rivista e del Comitato di redazione. La Segreteria di redazione non ha alcuna responsabilità con riferimento agli indirizzi scientifici della Rivista e alle scelte relative alla pubblicazione dei contributi.

Gli autori

Gli autori devono garantire che le loro opere siano del tutto originali e che non siano già state sottomesse ad altre riviste. Quando utilizzano il lavoro e/o le parole di altri autori, queste devono essere opportunamente parafrasate o citate letteralmente, e il riferimento al lavoro di altri autori deve essere sempre indicato.

Gli autori sono invitati a seguire la Carta dei principi per la ricerca nelle scienze sociali e umane elaborata dalla Commissione per l’Etica della Ricerca e la Bioetica del CNR. Essi devono, inoltre, astenersi dall’utilizzare discorsi di odio o espressioni che ledono la pari dignità sociale di tutte e tutti, nonché dal veicolare forme di discriminazione sulla base del genere, dell’appartenenza etnica, dell’origine nazionale, della confessione religiosa di alcuno.

Qualora gli autori ritengano di essere stati vittime di discriminazione da parte dei referee o del Comitato di redazione, essi possono sottoporre al Direttore una comunicazione scritta al riguardo, sollecitando il suo intervento.

I referee

Le procedure di revisione della rivista sono formalizzate in modo da garantire l’elevata qualità scientifica e redazionale dei lavori, l’anonimato “a doppio cieco”, l’autonomia dei revisori e, in generale, l’assenza di conflitti di interesse.

I referee sono selezionati dal Direttore, dal Segretario di redazione e/o dal Comitato di redazione per assistere tali organi nelle decisioni editoriali e, attraverso le comunicazioni veicolate da tali organi, collaborano con l’autore a migliorare il contributo e adeguarlo agli standard di qualità della rivista. Qualora il referee selezionato non si senta qualificato alla revisione del contributo, sappia di non essere in grado di eseguire la revisione nei tempi richiesti, identifichi – nonostante l’anonimato del contributo – il suo autore o si trovi in un conflitto di interessi, comunica tempestivamente al Comitato di redazione l’interruzione del processo di revisione.

I referee devono esprimere le proprie opinioni in modo chiaro, con il supporto di argomentazioni chiare e documentate. La revisione deve essere condotta obiettivamente, senza ricorso a critiche personali. Nella valutazione delle proposte anonime dei contributi i referee seguono scrupolosamente criteri di valutazione adottati dal Comitato di redazione. Tali criteri valutano in maniera analitica la pertinenza, l’originalità, la rilevanza per il dibattito scientifico, il rigore metodologico e la qualità argomentativa – nonché redazionale – di una proposta di contributo. Per ciascuno di questi criteri, il referee può esprimere un giudizio generale – che potrà essere “Eccellente”, “Molto buono”, “Buono”, “Accettabile”, o “Limitato” – accompagnato da eventuali commenti e suggerimenti di modifiche. Su questa base, esprime una valutazione sintetica sull’opportunità o meno di pubblicare la proposta di contributo, con o senza modifiche di varia entità.

Inoltre, il referee dovrà segnalare al Direttore, al Segretario di redazione e/o al Comitato di redazione eventuali conflitti di interesse (reali o potenziali), possibili criticità etiche o giuridiche (plagio, autoplagio, uso improprio di fonti, problematiche relative a dati sensibili, o qualsiasi altro eventuale illecito riscontrato), nonché valutazioni strategiche o di opportunità editoriale inerenti alla proposta di contributo sottoposta alla sua revisione. I referee potranno infine valutare la rispondenza delle versioni finali delle proposte di contributo, modificate dagli/dalle autori/autrici, con le proprie osservazioni.

I contributi ricevuti per la revisione devono essere trattati come documenti riservati: non devono essere mostrati o discussi con alcuno, al di fuori dei referee stessi, che non sia stato autorizzato espressamente dal Comitato di redazione. Le informazioni o idee ottenute tramite la revisione dei contributi devono essere mantenute riservate e non utilizzate per vantaggio personale.