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Lo spreco e le sue ricadute sulla sicurezza alimentare

Gli sprechi sono definiti come prodotti scartati dalla catena agro-alimentare, che hanno perso valore commerciale ma possono ancora essere destinati al consumo umano: eccedenze, surplus, invenduti. Gli sprechi alimentari possono essere suddivisi in 2 categorie: perdite inevitabili, necessarie per tutelare la salute dei consumatori oppure evitabili, di solito prodotti sotto-standard che non superano la barriera del mercato ma ancora perfettamente nutrienti e igienicamente sicuri. Lo spreco alimentare inoltre può essere definito assoluto se l’alimento finisce nei rifiuti; relativo se viene riciclato (mangime x animali, compost, gas) con conseguente valore economico. […]

Dal picco del petrolio alla guerra infinita

Il concetto di “picco del petrolio” (che per estensione può esemplificare il “picco delle risorse naturali”), è essenziale per comprendere alcuni elementi essenziali della geopolitica attuale e le ricadute che influenzano lo stato delle cose a livello globale. Il padre della teoria del picco è Marion King Hubbert, un importante geofisico statunitense che per anni ha lavorato nei laboratori di ricerca della Shell Oil Company di Houston. Hubbert definì una legge per seguire l’evoluzione temporale della produzione di un qualsiasi giacimento di fonte fossile, in base all’assunto che inizialmente questo viene sfruttato solo superficialmente e raggiunge il massimo della produzione quando arriva a circa metà della sua capacità produttiva, avendo in seguito un decremento che comporta tecnologie più costose per sfruttarne la parte restante. […]

Le radici storiche e politiche della diaspora eritrea contemporanea

La storia recente dell’Eritrea e dell’Etiopia è una storia complessa, fatta di somiglianze culturali, legami parziali, divisioni e guerre. I due paesi hanno un passato comune, che si sostanzia principalmente del legame storico tra le popolazioni tigrine dell’altopiano etiopico ed eritreo e gli amhara che, tutti compresi sotto il comune termine habesha (abissini) (Smidt 2010) e nella condivisa fede religiosa ortodossa etiopica ( tewahdo ), formavano il nucleo centrale dell’antico regno pre-coloniale di Y’tiopia. Il nome Etiopia, di origine greca, è adottato, infatti, a partire dalla fondazione del Regno di Axum, avvenuta (data convenzionale) nel X secolo a.C., che costituisce il più antico Stato africano (Calchi Novati 1994: 16-17). […]

La Difesa Civile e il Servizio Civile a quindici anni dalla Legge 64

L’assegnazione alle competenti commissioni parlamentari (commissioni riunite Affari Costituzionali e Difesa della Camera dei Deputati l’8 febbraio 2016) del disegno di legge recante la “Istituzione del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri” riporta in auge, nel dibattito pubblico, il tema dell’articolazione di una difesa civile, distinta ed alternativa alla difesa militare, e, con esso, la questione più generale delle forme della “difesa della Patria”, dell’efficacia della nonviolenza nella difesa della popolazione e nella prevenzione della guerra e, in definitiva, del ruolo dei civili, delle forze sociali e delle organizzazioni popolari, nella prevenzione della guerra e nella costruzione della pace. In occasione del 15° anniversario della promulgazione della legge 64 del 2001, il servizio civile e la difesa popolare nonviolenta tornano ad attraversare il dibattito e confermano l’esigenza della implementazione di una difesa alternativa, non-armata e nonviolenta, del Paese.

The beginning of the parliamentary process (starting from the joint commissions Constitutional Affairs and Defence of the Chamber of Deputies on 8 February 2016) of the draft law on the “Establishment of the unarmed and non-violent Civil Defence Department at the Prime Minister’s Office” puts in evidence the salient issue of the strategic profile of a civil defence, distinct and alternative to the military defence, and the topic of the different forms of the “defence of the country”, the effectiveness of non-violence in protecting the population and in war preventing and, ultimately, the role of social organizations, for the war prevention and for peace building. On the occasion of the 15th anniversary of the promulgation of the law 64, issued in 2001, the civil service and the non-violent popular defence come to cross the public opinion and confirm the need for establishing an alternative, non-armed and non-violent, defence of the country.

Rosa Bianca. A critical examination of young Italian people with and without personal experience of war responding to some war-related aspects in a postmodern picture-book

L’intento della mia ricerca è stato quello di esplorare le reazioni dei giovani italiani rispetto ad alcuni aspetti legati alla guerra all’interno di un albo illustrato selezionato. Ho adottato l’approccio del caso di studio qualitativo al fine di indagare in quale misura gli intervistati fossero consapevoli del tema della responsabilità morale in “Rosa Bianca” di Roberto Innocenti. Ho impiegato un campione composto da giovani senza alcuna esperienza personale di guerra e da giovani con un’esperienza più diretta di essa, avendo un genitore in servizio in situazioni di conflitto armato. Uno degli obiettivi era infatti verificare se vi fossero differenze nelle risposte fornite dalle due categorie di giovani. Dopo un’analisi iniziale dell’albo illustrato e una descrizione del campione, delle questioni etiche e dei processi seguiti nelle fasi di raccolta e analisi dei dati, offro al lettore una discussione approfondita dei dati raccolti. L’analisi dei dati mostra che non tutti i giovani intervistati sono consapevoli della rilevante questione della responsabilità morale; l’attitudine personale e l’esperienza vissuta potrebbero spiegare questo risultato. Di fatto, il background culturale, le conoscenze e le esperienze dei giovani emergono spesso dalle loro risposte. In particolare, le repliche dei figli di militari mostrano aspetti legati al loro contesto d’origine, così come alcune preoccupazioni connesse al lavoro dei padri. Ciononostante, tutti i giovani coinvolti nel mio studio mostrano un’avversione verso l’uso della forza e verso i mezzi estremi della guerra. Inoltre, in una certa misura, tutti si dimostrano lettori sofisticati di testi visivi.

The intent of my research was to explore young Italian people’s responses to some war-related aspects in a selected picturebook. I adopted a qualitative case study approach in order to investigate the extent to which the interviewees were aware of the theme of moral responsibility in Rosa Bianca by Roberto Innocenti. I used a sample composed of young people without personal experience of war and young people with more direct experience of it, having a parent who has been serving in armed conflict situations. Indeed, I also wished to inquire into whether there were any differences in the responses given by the two categories of young people. After an initial analysis of the picturebook and a description of my sample, the ethical concerns and the processes followed in the data collection and analysis stages, I provide the reader with a detailed discussion of the data gathered. Data analysis shows that not all the young people interviewed are aware of the significant issue of moral responsibility. Personal attitudes and experience might explain this result. Indeed, the young people’s culture, knowledge and experience often emerge from their responses. In particular, the army children’s replies show aspects of their military backgrounds, as well as some of their preoccupations related to their fathers’ jobs. However, all the young people in my study show an aversion to the use of force and to the extreme means of war. Moreover, to some extent, all of them prove to be sophisticated readers of visual texts.

The impact of social media in Modern societies highlighting. New ideological barriers, geo-strategic divisions and future prospects

Lo sviluppo dei social media in scala globale gioca un duplice ruolo; è sia un importante strumento per diffondere l’informazione che fonte di tensione tra i diversi paesi. Questo research paper analizzerà lo stato dei social media in tre paesi: Russia, Cina ed Iran. La scelta di analizzare questi tre paesi è dovuta alla creazione di social media nazionali in modo tale da rispondere alla richiesta dei propri cittadini di essere netizens. In alcuni casi, come in Russia, il social media nazionale avrà anche l’ambizione di essere utilizzato dai paesi limitrofi.

Social media development worldwide is contributing in spreading information among people but it is even creating tensions between States. This research paper will analyse the current status of social media in three countries: Russia, China and Iran. The choice of analysing these countries is due to the creation of national social media in order to supply population’s demand of being netizens. In some cases, as in Russia, national social have the ambition to be used among the neighbour countries.

Carta delle Nazioni Unite e armi nucleari

Nella Carta delle Nazioni Unite non vi è alcun riferimento esplicito alle armi nucleari, ma la loro esistenza e la recente distruzione di Hiroshima e Nagasaki incombevano sugli estensori della Carta. E certamente a tali armi anzitutto ci si riferisce al punto 4 dell’articolo 2 quando si proibisce la minaccia dell’uso della forza e al punto 1 dell’articolo 11 in cui si affida all’Assemblea Generale il compito di considerare i principi governanti il disarmo e la regolamentazione degli armamenti. Di fatto, la primissima risoluzione dell’Assemblea Generale, il 24 gennaio 1946, riguarda appunto la creazione di una “Commissione allo scopo di affrontare i problemi generati dalla scoperta dell’energia atomica”. In particolare si richiedeva alla Commissione di procedere con la massima celerità a esaminare tutti gli aspetti del problema e a fornire proposte specifiche per: a. estendere a tutte le nazioni lo scambio delle informazioni scientifiche di base, a scopi pacifici; b. controllare l’energia atomica per assicurarne l’impiego per soli scopi pacifici; c. eliminare le armi nucleari dagli arsenali nazionali; d. creare salvaguardie efficaci per garantire la protezione degli stati da evasioni o violazioni.

Nonviolenza alla prova: camminando al fianco di chi difende i diritti umani in Guatemala

Oggi in Italia si sta avviando la prima sperimentazione di corpi civili di pace: un traguardo importante, con un significato storico sicuramente innegabile. Nonostante ciò, sono varie le organizzazioni che già da anni propongono interventi nonviolenti in paesi dove sono in corso conflitti o processi di pacificazione, tra queste Peace Brigades International (PBI). PBI apre il suo primo progetto sul campo in Guatemala nel 1983, nel pieno di una guerra civile che stava vivendo gli anni più tragici. Dall’inizio della dittatura del colonnello Rios Montt incomincia, infatti, il periodo detto della “tierra arrasada”, in cui vengono letteralmente rasi al suolo interi villaggi indigeni, fino a giungere a ciò che è oggi conosciuto come il genocidio maya. Insieme a PBI, in quegli anni, arrivarono in Guatemala altre organizzazioni internazionali che, stimolando l’interesse della comunità internazionale rispetto alla situazione del paese, progressivamente riuscirono a favorire l’apertura di spazi per la pace.

Domenico Moro, Globalizzazione e decadenza industriale: l’Italia tra delocalizzazioni, crisi secolare ed euro, Edizioni Imprimatur, Reggio Emilia, 2015.

Il tema del rigoroso saggio di Domenico Moro, Globalizzazione e decadenza industriale, è l’attuale crisi del sistema economico italiano. Il testo tratta inoltre tre rilevanti fenomeni che sono strettamente intrecciati a tale vicenda, e cioè la realizzazione del mercato mondiale, la “crisi secolare” del modello capitalista, l’integrazione valutaria europea. Oltre che da una introduzione, il volume è composto da cinque capitoli. Il primo e il secondo riguardano la misurazione dell’entità della crisi nelle aree periferiche e in quelle centrali dell’Europa e del mondo. Il terzo capitolo analizza le cause delle crisi cicliche e della “crisi secolare” del modello capitalista. Il quarto descrive le caratteristiche dell’ultima fase della globalizzazione economica ed interpreta le notevoli trasformazioni che essa ha determinato. L’ultimo capitolo prende in esame il passaggio dalla critica al neoliberismo a quella del capitalismo globalizzato e la prospettiva della realizzazione di un nuovo modello di economia e di società.

Quale pacifismo giuridico oggi? Una ricostruzione sistematica a partire da Norberto Bobbio

Social media development worldwide is contributing in spreading information among people but it is even creating tensions between States. This research paper will analyse the current status of social media in three countries: Russia, China and Iran. The choice of analysing these countries is due to the creation of national social media in order to supply population’s demand of being netizens. In some cases, as in Russia, national social have the ambition to be used among the neighbour countries.

Lo sviluppo dei social media su scala globale sta contribuendo alla diffusione delle informazioni tra gli individui, ma sta al contempo generando tensioni nelle relazioni tra Stati. Questo saggio intende analizzare l’attuale configurazione dei social media in tre paesi: Russia, Cina e Iran. La scelta di esaminare tali contesti è motivata dalla creazione di social media nazionali volti a soddisfare la domanda della popolazione di agire in veste di netizens (cittadini della rete). In alcuni casi, come in Russia, i social media nazionali coltivano l’ambizione di espandersi ed essere utilizzati anche all’interno dei paesi limitrofi.