Antistasis è un libro indispensabile per tutti coloro che si impegnano in nuove pratiche di vita (praticanti del commercio equo, gruppi di acquisto solidale, militanti di movimenti di base, firmatari di manifesti per la difesa dei beni comuni etc.) e che sentono il bisogno di inserire i propri gesti quotidiani in una prospettiva politica di più ampio respiro. Quella che segue non è una recensione vera e propria: tali e tanti sono i temi proposti alla riflessione dall’autore, che sarebbe impossibile riassumerli brevemente. Si tratta piuttosto di un invito alla lettura: una lettura non individualista, ma prima fase di un dibattito da sviluppare nei propri gruppi e nel proprio ambiente. […]
Author Archives: Alessia Oliverio
“Italian Peace Studies”. Genesi, situazione e prospettive degli Studi per la Pace in Italia
Carolyn M. Stephenson definisce i Peace Studies come “un campo interdisciplinare che abbraccia la ricerca sistematica e l’insegnamento riguardante le cause della guerra e le condizioni della Pace. Focalizza l’attenzione sulle cause che fanno crescere o decrescere la violenza, sulle condizioni associate a questi cambiamenti e sui processi per cui questi cambiamenti accadono”. Questa definizione racchiude, in poche parole, i fondamentali dei Peace Studies, in particolare il loro carattere interdisciplinare, il binomio inscindibile ricerca/didattica e una visione olistica del concetto di pace. […]
Inter-culturalità, mediazione e potere: la sfida del mediatore scolastico
Il tema principale di questo saggio è precisare il profilo educativo e sociale del Mediatore scolastico, attraverso una serie di riflessioni risultato di un ampio confronto sociologico e antropologico sul tema della mediazione (con particolare riferimento al ‘Modello circolare’ di Sara Cobb e al ‘Modello trasformativo’ di Bush e Folger) orientata al mutamento sociale. Individua in particolare i cardini di una pedagogia delle disuguaglianze nelle società multiculturali, rielaborando due concetti: quello di potere (da Weber a Foucault) e quello di dialogo interculturale (richiamandosi a diàlogos di Platone e a dialogicitade di Paulo Freire). Presenta, infine, un metodo educativo orientato ai valori con cui il Mediatore scolastico possa avviare nel quotidiano una ‘cultura del dialogo’ fra gli alunni e le loro famiglie, culturalmente differenziati, nonché con l’insegnante e col mondo esterno alla scuola. […]
Marocco: “sanatoria” in arrivo per i migranti “irregolari”
È in arrivo una “sanatoria” in Marocco. Avete letto bene. Non stiamo parlando di un provvedimento di regolarizzazione destinato agli immigrati marocchini in Italia. No, siamo proprio nel paese nordafricano: è qui che il re vuole concedere un permesso di soggiorno agli stranieri irregolari. Il Marocco, cioè, sta diventando – anzi, è già diventato – un paese di immigrazione. Un luogo “di transito e di arrivo” – per usare i termini tecnici – e non più solo “area di partenza” dei flussi migratori. Ma le sorprese non finiscono qui: dati aggiornati dicono che i migranti provengono anche dai paesi europei, e che – ad esempio – molti spagnoli si stanno trasferendo sulle coste del Maghreb per lavorare e mandare a casa un po’ di risparmi. Ora che il re ha deciso di varare una regolarizzazione, vedremo immigrati spagnoli che chiedono un permesso di soggiorno in Marocco: una specie di sogno all’incontrario. Ma a questo punto sarà bene procedere con ordine. […]
Per una sanità dalle mura di vetro e dalle porte blindate
Libera, Gruppo Abele, Coripe e Avviso Pubblico, quattro soggetti storicamente impegnati nella lotta all’illegalità e alla corruzione, ma anche sui temi dell’accesso alle cure e alle prestazioni socio-sanitarie, hanno realizzato e pubblicato un dossier intitolato “Illuminiamo la salute. Per non cadere nella ragnatela dell’illegalità”. Il rapporto, definito dagli stessi promotori introduttivo, costituisce il primo passo verso un lavoro complesso di ricerca-azione multitarget che vedrà impegnate queste realtà insieme ad altri partner istituzionali e non. Alla presentazione del dossier lo scorso 27 giugno a Roma hanno partecipato in qualità di relatori, oltre ad un centinaio di presenti, alcuni tra i principali esperti dei settori interessati: A. Vannucci, G. Bissoni, T. Petrangolini, S. Cecconi, G. Domenighetti, L. De Fiore, V. Alberti, P. Barbieri, G. Monchiero, A. Tanese, T. Carradori, G. De Filippis, M. Dall’Acqua, V. Solfrini, F. Tosolini, A. Bianco, A. Silvestro, M. Brunetti, R. Russo Valentini, N. Dirindin. […]
Frontex e i paradossi della retorica umanitaria
Le conseguenze politiche scatenate dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, sono l’esempio di una dinamica tipica di quella “diplomazia delle migrazioni” che si è consolidata a livello europeo ormai da diversi anni. Gli Stati della sponda meridionale d’Europa sono infatti ciclicamente pronti ad invocare l’ennesima emergenza al fine di ottenere supporto materiale e finanziario dall’Unione, scontrandosi invariabilmente con le resistenze dei paesi settentrionali che, ricordando le ricche compensazioni finanziarie ricevute per il ruolo di frontiera esterna d’Europa che essi svolgono, invitano i primi ad un approccio più sistematico e meno emergenziale alla questione del controllo dei confini. […]
Guerra ai migranti e alle migrazioni
Un’azione di guerra dove nulla è stato lasciato al caso. Dal nome, Operazione Mare Nostrum, a indicare la piena sovranità su uno specchio d’acqua frontiera Nord-Sud, muro invalicabile per la moltitudine di diseredati in fuga da sanguinosi conflitti e inauditi ecocidi. Il Comando operativo, poi, assegnato al Capo di Stato Maggiore della Marina militare. E i mezzi aeronavali impiegati: cacciabombardieri, elicotteri da combattimento, navi da sbarco, fregate, sommergibili e, a bordo, i reparti d’élite delle forze armate. L’Italia torna a fare la guerra alle migrazioni e ai migranti nel Mediterraneo, sfruttando strumentalmente la tragedia accaduta a poche miglia da Lampedusa il 3 ottobre 2013. Allora morirono 364 tra donne, uomini e bambini senza che l’imponente dispositivo aeronavale nazionale, UE, NATO e extra-NATO che presidia ogni specchio di mare, facesse alcunché per soccorrere i naufraghi. […]
Il Centro di accoglienza richiedenti asilo di Mineo: il simbolo di un fallimento
Il Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Mineo, in provincia di Catania, rappresenta il simbolo del fallimentare sistema di accoglienza italiano. Immerso nelle campagne della piana di Catania, e lontano dai centri abitati, si trova l’ex Residence degli Aranci, un tempo lussuosa residenza delle famiglie dei militari statunitensi di stanza a Sigonella, oggi il più grande CARA esistente in Italia e in Europa. Istituito repentinamente nell’ambito della cosiddetta “Emergenza Nord Africa”, nel marzo del 2011, il CARA di Mineo è stato, sin dal principio, descritto come il fiore all’occhiello dell’accoglienza all’italiana, un modello da esportare in Europa. Allo stesso tempo è stato definito “ghetto”, “prigione dorata”, “inferno a 5 stelle”, “limbo”. Attualmente ospita circa quattromila richiedenti asilo a fronte di una capacità, dichiarata sin dalla sua apertura, di duemila posti. […]
Crisi ucraina: empatia e dinamiche di guerra
Leggendo gli articoli sulla crisi in Ucraina, colpiscono i riferimenti all’inizio della seconda guerra mondiale. “Rischiamo di ripetere gli errori fatti a Monaco nel ’38” avrebbe detto il premier inglese Cameron agli altri leader europei, invitandoli a non cercare di placare Putin come era stato fatto con Hitler da Chamberlain ( The Guardian, 2 settembre 2014 ). Si tratta in realtà di riferimenti del tutto incongrui. Incongrui perché la Russia di Putin non ha, fatte le debite proporzioni, la forza militare che aveva il Terzo Reich nell’Europa del 1938, ma soprattutto perché, malgrado ciò che si vuole far credere, la Russia non è un paese in fase di espansione geopolitica. Semmai è stata la NATO che dopo il crollo del muro di Berlino si è andata progressivamente espandendo. […]
The European crisis: between reality and misunderstandings
Negli ultimi quarant’anni abbiamo assistito a un crescente divario tra la crescente importanza dell’Unione europea come potenza economica e politica e la partecipazione dei cittadini dell’UE alle elezioni. L’affluenza alle urne è diminuita dal 62% nel 1979, quando i cittadini degli Stati membri hanno votato per la prima volta per il Parlamento europeo, al 43,09% nel 2014, quando i cittadini dell’UE hanno votato conoscendo i candidati alla presidenza del Parlamento europeo Commissione. Ci sono molte domande aperte riguardanti le ragioni di questa popolarità in declino. Questo articolo mira a indagarli analizzando le parti e la comunicazione dei media, con un’attenzione particolare al ruolo della propaganda nazionalista all’interno dell’idea generale di una “crisi delle democrazie occidentali”. […]


