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Sovranità alimentare e autogestione contro lo sfruttamento di braccianti immigrati e piccoli agricoltori: uno studio socio-politico di “SOS Rosarno”

Vol. 7, n. 3 (2016)

Autore

Federico Oliveri

Abstract

SOS Rosarno è nata nell’inverno del 2011 come campagna promossa da un gruppo di piccoli agricoltori, attivisti e migranti stanziati nella Piana di Gioia Tauro. Nel 2012 si è evoluta in un’associazione formale, la quale nel 2015 ha sostenuto la creazione di una cooperativa sociale denominata Mani e terra. L’idea della campagna, concepita all’indomani delle rivolte dei raccoglitori di arance africani esplose nel gennaio 2010, era quella di vendere agrumi biologici attraverso filiere corte – basate essenzialmente sui Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) – al fine di consentire ai produttori di retribuire i lavoratori migranti a norma di legge, ricevere un equo compenso, garantire ai consumatori un cibo sano e accessibile e tutelare l’integrità dell’ambiente. Il presente saggio si propone di ricostruire la genealogia e l’evoluzione di SOS Rosarno, con un focus specifico su ideologia, organizzazione e pratiche. Il lavoro si baserà principalmente sui documenti politici prodotti dall’associazione e su interviste in profondità rivolte ai suoi membri. Da un lato, il contributo mostra come le nuove alleanze sociali implementate da SOS Rosarno possano sfidare la filiera agroalimentare dominante, la quale impoverisce i piccoli produttori e favorisce lo sfruttamento dei braccianti migranti. Dall’altro lato, esso chiarisce in che modo i principi della sovranità alimentare, dell’autoconsumo (o autogestione) e della pianificazione economica democratica siano stati sviluppati da SOS Rosarno all’interno di una nuova civiltà contadina, capace di offrire un’alternativa praticabile all’attuale crisi economica.

SOS Rosarno was launched in Winter 2011 as a campaign by a group of small farmers, activists and migrants based in the Gioia Tauro Plain. It evolved in 2012 into a formal association, which supported in 2015 the creation of a social cooperative, called Mani e terra. The idea of the campaign, conceived after the tumult of African orange-pickers exploded in January 2010, was to sell organic citrus fruits through short supply chains, essentially based on Solidarity Purchase Groups, in order to allow producers to pay migrant workers according to the law, to receive a fair remuneration, to guarantee healthy and affordable food to consumers, to protect the integrity of the environment. This paper aims to reconstruct genealogy and evolution of SOS Rosarno, with a special focus on ideology, organization and practices. It will draw mainly on political documents produced by the association and in-depth interviews with its members. On one side, the paper shows how the new social alliances implemented by SOS Rosarno might challenge the dominant food supply chain, which impoverishes small producers and lets migrant farmworkers be exploited. On the other side, it clarifies how principles of food sovereignty, self-management and democratic economic planning have been developed by SOS Rosarno within a new peasant civilization, which offers a viable alternative to the current economic crisis.

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