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Some aspects about the legality of treaty-based interventions by regional organisations

Vol. 11, n. 1 (2020): Il contributo delle organizzazioni intergovernative e non governative al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale

Autore

Bernardo Mageste Castelar Campos

Abstract

The purpose of this article is to analyse the legality of the practice of treaty-based interventions by international organisations of regional character in their member states under international law. In particular, the objective is to analyse the legality of this practice in relation to the general rules of international responsibility and to the collective security system of the Charter of the United Nations. Regarding the rules of international responsibility treaty-based interventions are considered lawful provided there is valid consent from the affected state, since consent is considered as a circumstance precluding the wrongfulness of certain conducts. With respect to the United Nations Charter such practice can also be deemed lawful considering that it does not characterize as enforcement action requiring authorization by the Security Council, as provided for in Chapter VIII of the Charter. The article concludes that such interventions are generally lawful under international law but must comply with certain conditions to be carried out. As a recent practice, interventions by regional organisations in their member states do not have well-defined legal dimensions and have not been extensively analysed by doctrine.

L’obiettivo del presente articolo è analizzare, alla luce del diritto internazionale, la legittimità della pratica degli interventi su base pattizia da parte di organizzazioni internazionali a carattere regionale nei loro Stati membri. In particolare, lo scopo è esaminare la legittimità di tale pratica in relazione alle norme generali sulla responsabilità internazionale e al sistema di sicurezza collettiva della Carta delle Nazioni Unite. Per quanto concerne le norme sulla responsabilità internazionale, gli interventi su base pattizia sono considerati legittimi a condizione che vi sia un valido consenso da parte dello Stato interessato, poiché il consenso opera come causa di esclusione dell’illiceità di determinati comportamenti. Rispetto alla Carta delle Nazioni Unite, tale pratica può parimenti ritenersi legittima in quanto non si configura come un’azione coercitiva che richieda l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza, come previsto dal Capitolo VIII della Carta stessa. L’articolo conclude che tali interventi sono generalmente legittimi secondo il diritto internazionale, ma la loro esecuzione resta subordinata al rispetto di determinate condizioni. Essendo una pratica recente, gli interventi delle organizzazioni regionali nei propri Stati membri non presentano ancora dimensioni giuridiche ben definite e non sono stati oggetto di un’analisi approfondita da parte della dottrina.

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