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Russia’s war on Ukraine: what might be the role of the United Nations on overcoming this global concern?

Vol. 14, n. 1 (2023)

Autore

Adriana Sá Leitão Di Pasquale

Abstract

L’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) è stata creata con l’obiettivo principale di mantenere la pace e la sicurezza internazionale, soprattutto dopo tutte le distruzioni della Seconda Guerra Mondiale. La Carta delle Nazioni Unite, tuttavia, pur consentendo a cinque paesi di godere dello status speciale di Membri permanenti del Consiglio di Sicurezza corredato dal “diritto di veto”, non prevedeva la possibilità che questo diritto potesse minare l’intero funzionamento dell’organizzazione. Così, il conflitto in corso tra Russia e Ucraina, dove un uso non autorizzato della forza è stato perpetrato proprio da uno dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, mette in luce la fragilità dell’ONU: il diritto di veto ha concesso alla Russia il potere di bloccare il Consiglio di Sicurezza. Questo ha chiamato l’Assemblea Generale ad agire, ma poiché le sue risoluzioni non sono vincolanti, esse non comportano l’obbligo di obbedienza da parte di nessuno Stato. A fronte di ciò, questo paper attraverso il metodo deduttivo, basato su ricerche bibliografiche e documentali, riflette sulle prospettive dell’ONU e del suo ruolo nell’ambito della pace e della sicurezza, concludendo che le sue limitate possibilità di azione rendono necessaria la ricerca di risposte ulteriori e più ampie nell’ambito del diritto internazionale.

The United Nations Organization (UN) was created with the main objective of maintaining international peace and security – especially after all the destruction left by World War II. The UN Charter, however, while allowing five countries to be granted the special status of Permanent Members at the Security Council (SC), along with the “right to veto”, did not predict the possibility of this right to undermine the entire functioning of the UN. Thus, the scenario of the ongoing Russia-Ukraine conflict, where a non-authorised use of force has been perpetrated by exactly one of the Permanent Members of the SC, sheds light to the fragility of the UN: this right to veto has granted Russia with the power to block the SC. This calls the General Assembly (GA) to act, but since its resolutions are not binding, they do not imply the need for obedience by any state. In front of this, the article, through the deductive method, based on bibliographical and documental research, presents perspectives about the UN’s role in the domain of peace and security, concluding that its limited possibilities to act make it necessary to seek broader responses within the larger scope of international law.

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