Abstract
Il presente contributo offre una ricognizione del dibattito sui beni comuni nell’ordinamento italiano, ricostruendo i principali approdi teorici e definitori alla luce dei diversi formanti. In tale cornice, il lavoro si concentra sull’amministrazione condivisa dei beni comuni quale espressione applicativa del principio di sussidiarietà orizzontale sancito dall’art. 118, c. 4, Cost. Dopo aver delineato i tratti distintivi della categoria dei beni comuni, il saggio ne approfondisce il rapporto con l’interesse generale, evidenziando come la loro gestione partecipata possa configurarsi come modello alternativo rispetto alle tradizionali dicotomie Stato-mercato e pubblicoprivato. Un particolare rilievo è attribuito ai patti di collaborazione, strumenti attraverso cui cittadini attivi e amministrazioni pubbliche condividono responsabilità, competenze e risorse nella cura di beni materiali e immateriali di interesse collettivo. L’analisi mostra come tali pratiche, nate a livello locale e progressivamente diffuse anche in ambito regionale, riflettano un mutamento paradigmatico nella concezione del “pubblico”, sempre più orientata verso forme cooperative e partecipative di governo dei beni comuni.
This contribution provides an overview of the debate on common goods within the Italian legal system, outlining the main theoretical and definitional approaches in light of the various formants. Within this framework, the paper focuses on the shared administration of common goods as a practical application of the principle of horizontal subsidiarity enshrined in art. 118 c. 4 Costituzione. After outlining the distinctive features of the category of common goods, the essay explores their relationship with the general interest, highlighting how their participatory management can serve as an alternative model to the traditional State-market and public-private dichotomies. Particular emphasis is placed on collaboration agreements, instruments through which active citizens and public administrations share responsibilities, competences and resources in the care of tangible and intangible assets of collective interest. The analysis shows how such practices, which originated at local level and have gradually spread to the regional sphere, reflect a paradigm shift in the conception of the “public”, increasingly oriented towards cooperative and participatory forms of governance of common goods.


