Skip to main content

La portata filosofica e sociologica della Pace Imperfetta. Un riesame critico

Vol. 9, n. 2 (2018)

Autore

Tiziano Telleschi

Abstract

L’articolo indaga la portata euristica della Pace Imperfetta (PI), che nasce nel contesto degli studi storici, allo scopo di dimostrare che qualunque approccio che abborda pace e conflitto non può che confrontarsi con le ‘leggi’ della dinamica della società e con un pensiero della condizione umana. Metodo: confronto fra i concetti basici della PI (pace primigenia, interdipendenza, olismo, relativismo, dialettica, empowerment pacifista) e alcune posizioni di peso della filosofia e della sociologia. Il primo risultato evidenza nella PI il superamento di tipo etico nel cercare il ‘meglio possibile’ piuttosto che il ’bene assoluto’, a seguire scopre somiglianze assieme a importanti differenze fra la PI e la teoria della ‘rete del conflitto’. L’articolo segnala infine che il progetto della PI di sviluppare una Teoria della Pace autonoma mostra ombre e lacune non appena si concettualizzi la relazione pace-società per cui, come risultato conclusivo, propone alcune idee per un riesame critico della PI.

The paper points out the heuristic extent of Imperfect Peace [IP], a theory which comes from the historical studies, with the aim of demonstrating that every approach which approach peace and conflict have be compared with the ‘laws’ of dynamics of society and a thought of the human condition. Method: it makes a comparison between the basic concepts of IP (primal peace, interdependence, holism, relativism, dialectics, pacifist empowerment) and some influential standings of philosophy and sociology. As a first result, the paper sees in the IP an overcoming of an ethical class by looking for the ‘best possible’ rather than the ‘absolute good’, afterwards it highlights some similarities and important differences between IP and the network theory of conflict. Finally the IP, developing a Peace Theory independent and conceptualizing a close peacesociety relationship, the paper emphasizes the shadows of this project and gives as a final contribution some ideas for a critical refocusing of the IP

Full text