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Comunità monitoranti e trasparenza amministrativa. Un’occasione per la resistenza collettiva alla corruzione?

Vol. 11, n. 2 (2020)

Autori

Nicola Pedretti

Abstract

L’articolo si propone di analizzare il fenomeno della corruzione sotto vari aspetti. Dopo aver differenziato la corruzione dalla mal amministrazione, se ne definiscono le cause principali, economiche e socio-culturali; se ne indagano gli effetti principali, a partire dall’ambito economico, democratico e sanitario; si discutono le possibili e più efficaci politiche anti-corruzione, tenendo conto che la corruzione ha conseguenze dannose per la società nel suo complesso. Nell’analisi delle politiche di contrasto, si presentano alcuni esempi di segno alternativo: Singapore, che attua una politica autoritaria, la Finlandia, che invece basa il suo approccio sulla partecipazione popolare e la diffusione di una cultura della legalità e della responsabilità individuale. L’approccio partecipativo richiede anche, come premessa, la trasparenza amministrativa ossia il diritto dei cittadini ad avere accesso a pubblici documenti. La normativa italiana viene ricostruita e valutata in questo quadro, mettendo l’accento sull’importanza della società civile e della cittadinanza. Il crescente impegno delle cittadine e dei cittadini contro la corruzione è segno di una forte volontà di cambiamento, ma richiede di concretizzarsi in progetti concreti. Importante, in questo senso, l’introduzione delle cosiddette “comunità monitoranti”, che agiscono soprattutto nel controllo del corretto utilizzo e sviluppo dei beni confiscati alla criminalità organizzata, come all’interno del progetto “Confiscati Bene”. L’implementazione delle norme, in stretta connessione con un rinnovato senso civico ispirato al rispetto delle leggi e alla responsabilità sociale, è presentata in conclusione come la più promettente strategia disponibile contro il sistema della corruzione.

The aim of this paper is to analyse the phenomenon of corruption in several ways. It distinguishes corruption from bad administration; it defines its main economical and social-cultural causes: it explores its main consequences on society, especially in economy, democracy and health. The paper takes as an example two different kinds of public policies with the same purpose to eradicate corruption: Singapore, pursuing an authoritarian policy, and Finland, basing its approach against corruption on popular participation and the spread of legality and individual responsibility. The participatory approach demands growing administrative transparency, giving the right to citizens to access public documents. Italian legislation against corruption will be addressed against this background. The increasing involvement of citizenship is a sign of a strong determination to eliminate corruption from the political system. What’s important is the introduction of monitoring communities that mainly operate controlling the correct use and development of assets confiscated from criminal organisations (for example, within the project “Confiscati Bene”). The growth of the means to defeat this phenomenon and the diffusion of a new civic sense, that is inspired by the rules and individual responsibility will be presented in conclusion as the most efficient way to combat the corruption system.

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