Skip to main content

Gender, violence, and power: applying the Galtung Triangle to organized crime

Vol. 15, n. 2 (2024). Johan Galtung: vita, opere, eredità

Autore

Tiziano Peccia

Abstract

Questo articolo applica la teoria del “Triangolo del conflitto” di Johan Galtung – tradizionalmente utilizzata per analizzare i conflitti statali e inter-gruppo – al campo poco esplorato della criminalità organizzata, con un’attenzione particolare alle dinamiche di genere. Concentrandosi sul Clan Ascione, un gruppo di Camorra in Italia, esamina i ruoli spesso trascurati che le donne svolgono nel perpetuare e nel contrastare la violenza all’interno delle organizzazioni criminali. Attraverso un’analisi qualitativa di fonti secondarie, lo studio mette in luce figure come Antonella Madonna e la madre di Natale Dantese, rivelando come le donne, tipicamente percepite come marginali, siano centrali per le operazioni e le strutture di potere del clan. La ricerca illustra come norme culturali, disuguaglianze strutturali e violenza diretta interagiscano per sostenere i sistemi patriarcali della Camorra. In particolare, ripercorre la trasformazione di Madonna da partecipante a leader e, infine, a collaboratrice con le forze dell’ordine, mostrando la complessa relazione tra genere, potere e resistenza. Estendendo il quadro concettuale di Galtung al micro-livello della criminalità organizzata, lo studio rivela la sua più ampia applicabilità nella comprensione della violenza di genere. Combinando le intuizioni provenienti dalle scienze per la pace e dall’antropologia politica, offre un’analisi sfumata di come il genere funzioni sia come forza stabilizzante che destabilizzante nelle organizzazioni criminali, sollecitando la ricerca futura a esplorare ulteriormente queste intersezioni all’interno delle entità violente non statali.

This article applies Johan Galtung’s “Conflict Triangle” theory—traditionally used to analyze state and inter-group conflicts—to the underexplored realm of organized crime, with a focus on gender dynamics. Centering on the Ascione Clan, a Camorra group in Italy, it examines the often-overlooked roles women play in perpetuating and challenging violence within criminal organizations. Through qualitative analysis of secondary sources, the study highlights figures like Antonella Madonna and the mother of Natale Dantese, revealing how women, typically seen as marginal, are central to the clan’s operations and power structures. The research illustrates how cultural norms, structural inequalities, and direct violence interact to sustain the Camorra’s patriarchal systems. It particularly traces Madonna’s transformation from a participant to a leader and eventual collaborator with law enforcement, showcasing the complex relationship between gender, power, and resistance. By extending Galtung’s framework to the micro-level of organized crime, the study reveals its broader applicability in understanding gender-based violence. Combining insights from peace studies and political anthropology, it offers a nuanced analysis of how gender functions as both a stabilizing and destabilizing force in criminal organizations, urging future research to further explore these intersections within non-state violent entities.

Full text