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I lunghi anni Sessanta in Italia: la contestazione dei cattolici

Vol. 10, n. 1 (2019)

Autore

Carmine Zaccara

Abstract

Quando, dopo la morte di Pio XII, il 28 ottobre 1958 fu eletto papa Angelo Giuseppe Roncalli, il quale assunse il nome di Giovanni XXIII, per lui si prospettava un mandato di breve durata ed effettivamente il suo pontificato sarebbe terminato solamente cinque anni più tardi. Di fronte alle trasformazioni economiche e sociali che caratterizzarono l’Italia negli anni Cinquanta, Roncalli ritenne necessario per la Chiesa aggiornarsi e confrontarsi con le nuove esigenze che si ponevano alla coscienza dei cristiani; quest’intuizione si tradusse nella convocazione del Concilio Vaticano II (1962-1965), che fin da subito rivelò uno scontro all’interno delle riunioni tra una maggioranza fedele alla tradizionale dottrina cattolica e una minoranza disponibile all’apertura; uno scontro che troverà eco nelle riviste e che avrà come risultato diverse interpretazioni dei documenti conciliari. Una differente ricezione politica del Concilio base di trasformazione che ha coinvolto le stesse organizzazioni di massa dei cattolici, l’Azione Cattolica, le Acli, la Democrazia Cristiana e che, grazie all’incontro con i movimenti giovanili, è diventata contestazione aperta dentro la Chiesa, e il cui obiettivo non fosse quello di una distruzione dell’istituzione, bensì una fedele e rigorosa ripresa della Chiesa di Cristo, sempre più nascosta e sostituita da un’organizzazione di potere che tramava relazioni economiche e politiche e che si rendeva complice del capitalismo nel perpetrare ingiustizie in terre vicine e lontane. Una Chiesa altra che non voleva diventare però un’altra Chiesa. I primi due capitoli saranno dedicati allo svolgimento del Vaticano II e all’opera di pace promossa da papa Roncalli, in particolar modo all’enciclica Pacem in Terris , promulgata nel’aprile 1963.

When, after the death of Pius XII, on October 28, 1958, Pope Angelo Giuseppe Roncalli was elected, who assumed the name of John XXIII, a short term was expected for him and indeed his pontificate would have ended only five years later. Faced with the economic and social transformations that characterized Italy in the Fifties, Roncalli considered it necessary for the Church to update and confront the new demands placed on the consciences of Christians; this intuition was translated into the convocation of the Second Vatican Council (1962-1965), which immediately revealed a clash within the meetings between a majority faithful to the traditional Catholic doctrine and a minority available to openness; a clash that will be echoed in the magazines and which will result in different interpretations of the conciliar documents. A different political reception of the basic transformation Council which involved the mass organizations of Catholics, Catholic Action, Acli, Christian Democracy and which, thanks to the meeting with youth movements, has become an open dispute within the Church , and whose goal was not that of a destruction of the institution, but a faithful and rigorous recovery of the Church of Christ, increasingly hidden and replaced by an organization of power that plotted economic and political relations and that made itself an accomplice of capitalism in perpetrating injustices in near and far lands. An other Church that did not want to become another Church. The first two chapters will be devoted to the development of Vatican II and to the work of peace promoted by Pope Roncalli, especially to the encyclical Pacem in Terris, promulgated in April 1963.

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