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O partigiani o indifferenti? Riflessioni sul dilemma gramsciano e i suoi equivoci nelle rivolte arabe e nel conflitto in Siria

Vol. 8, n. 1 (2017)

Autore

Michelangelo Severgnini

Abstract

Cosa resta oggi del Discorso del Cairo di Obama, intitolato “Un nuovo inizio”, ora che una vasta area del Medio Oriente è stata trasformata in campo di battaglia, e intere generazioni di giovani desiderosi di cambiamento sono stati traumatizzati da ideologie fuorvianti e anni di combattimento? Rispondere a questa domanda implica mettere in discussione l’approccio dominante ai conflitti in corso, in particolare a quello siriano, in quanto fondato su categorie improprie e prospettive unilaterali. In quest’ottica, le riflessioni personali che seguono assumono come filo conduttore gli equivoci generati dal celebre dilemma gramsciano, tra essere partigiani o indifferenti. La “neutralità” rivendicata dagli abitanti del quartiere palestinese di Yarmouk a Damasco, oggi distrutto, verrà discussa come valida alternativa a questo dilemma. Se infatti nel contesto medio-orientale e siriano, in cui forze globali si scontrano per interessi economici e geopolitici, prendere una parte contro l’altra equivale spesso a divenire delle pedine nel gioco di altri, la neutralità può offrire il punto di partenza per cambiare paradigma.

What is left today of the Obama’s Cairo speech entitled “A New Beginning”, as a large region of the Middle East became a field of battle, and entire new generations seeking social change were traumatised by misleading ideologies and years of combats? I will answer to this question by contesting the dominant views on the ongoing conflicts, in particular the Syrian civil war, as being grounded in unsuitable categories and unilateral perspectives. Having this in mind, my personal contribution consists in exposing the misunderstandings of the well-known Gramscian dilemma between being partisan or indifferent. I will discuss the “neutrality” claimed by the population of Yarmouk, the Palestinian Damascus district now gone to the ground, as a valid alternative to this dilemma. In the Middle East, and particularly in Syria, where global forces clash for their opposed geopolitical and economic interests, taking side often means becoming pawns in the game of others. If this is true, neutrality may offer a starting point for changing paradigm.

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