Abstract
Alla fine del XV secolo, l’arrivo degli europei nel Nuovo Mondo sconvolse radicalmente la vita dei nativi. Viaggiatori, esploratori e missionari si rivelarono incapaci di confrontarsi con la diversità tra le rispettive civiltà. Questo incontro inaspettato con uomini e animali mai visti prima rianimò antiche mitologie medievali, le quali si mescolarono rapidamente con l’immagine stessa dell’America. Ben presto si sviluppò in Europa un acceso dibattito sulla natura di queste popolazioni appena scoperte, analizzata in relazione alla tradizione biblica e alla filosofia aristotelica. Teologi e giuristi discussero, in particolare, la condizione umana, i diritti degli indios e il ruolo della fede nella colonizzazione delle Americhe. Eppure, la questione del Nuovo Mondo rimane tuttora aperta. Oggi i popoli indigeni e i loro movimientos lottano contro la violenza, i soprusi e l’emarginazione per difendere i propri diritti, in particolare il diritto alla differenza e alla partecipazione attiva alla vita politica e pubblica.
In the late 15th century, the arrival of Europeans in the New World, completely disrupted the life of natives. Travellers, explorers and missionaries were unable to deal with the difference between their civilizations. This unexpected encounter with strange men and animals, that they have never encountered before, revives ancient mediaeval mythologies, that mixed rapidly with their image of America. Soon, in Europe, a heated debate on the nature of these newly found peoples developed in relation to biblical tradition and Aristotelian philosophy. Theologians and jurists discussed, in particular, the human condition, the rights of Indians and the role of faith in the colonization of Americas. Yet, the problem of the New World still remains open. Nowadays Indigenous peoples and their movimientos fight against violence, abuses and marginalisation, in order to defend their rights, particularly their right to be different and to participate actively in political and public life.


