Scioperi femministi e climatici: nuovi modi di intendere e praticare una tradizionale forma di conflitto sociale

Abstract

Questo articolo analizza le nuove forme di mobilitazione che, soprattutto dopo la crisi globale del 2008, hanno assunto la denominazione di “scioperi”, allo scopo di chiarirne la natura e di comprenderne il rapporto con lo sciopero della tradizione operaia e sindacale, quale tipica forma del conflitto di classe nelle società capitalistiche mature. I casi esaminati saranno in particolare lo sciopero climatico e lo sciopero femminista: questi, infatti, condividono non solo la recente affermazione ma anche alcuni loro caratteri e la loro dimensione globale. Nello specifico, si esaminerà se questi fenomeni, a prescindere dall’elemento semantico, presentino elementi che permettano di ricondurli al concetto di sciopero. In particolare, ci si concentrerà sull’esame dei quadri teorici e delle pratiche concrete adottate per misurare la distanza e la novità delle nuove forme di sciopero rispetto a quelle tradizionali, ma si terrà conto anche della composizione dei nuovi scioperi e delle caratteristiche dei rispettivi soggetti promotori. L’esame sarà supportato dall’analisi di documenti prodotti dalle realtà promotrici di queste nuove forme di sciopero, confrontate con alcune interviste effettuate ad attivisti/e impegnati/e nel mondo associativo e sindacale.

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