VII (2016), 3 PDF Stampa E-mail


Mediazione, formazione, comunicazione


Parlo cinese, sono toscano, studio l’inglese. Il diritto al plurilinguismo nelle scuole multietniche


di Daria Coppola


After reflection on the social, cultural and political meanings that plurilingualism assumes today, in the European and national contexts, and on the various ways of realising the right to plurilingualism, also in the light of the recent migratory flow, the article presents the results of a didactic experimentation still in progress, the aim of which is to assess the validity of adopting in multi-ethnic classes plurilingual teaching, based on dialogical techniques, aimed at enriching students’ linguistic repertoire, making more effective the assessment of their linguistic and communicative competence, through plurilingual tests, facilitating intercultural communication and giving visibility to all the languages present in the class. [Leggi il Research Paper n. 41].



Armi e disarmo


Il completamento del disarmo chimico della Libia


di Alessandro Pascolini


Nel tragico panorama del 2016, segnato dall’aggravamento delle relazioni internazionali praticamente in tutti i settori, dalla continua strage terroristica, dal divampare o acutizzarsi di conflitti armati in troppi paesi e da enormi nuovi programmi nucleari, l’unica nota positiva è costituita dalla definitiva eliminazione delle armi chimiche dalla Libia, sottraendo così queste armi al potenziale impiego nella guerra civile e nelle attività terroristiche in corso nel paese. Il disarmo chimico delle Libia è passato attraverso più fasi, in corrispondenza all’evoluzione della situazione politica interna e internazionale, e ha richiesto oltre dodici anni e un preciso intervento della comunità internazionale. In un precedente lavoro abbiamo ricordato come la Libia sotto il governo del colonnello Moammar al-Gheddafi abbia prodotto una significativa quantità di agenti chimici (in particolare 26,345 t di iprite) e di sistemi d’arma per il loro impiego, per (...)



Modelli di sviluppo


Sovranità alimentare e autogestione contro lo sfruttamento di braccianti immigrati e piccoli agricoltori: uno studio socio-politico di "SOS Rosarno"


di Federico Oliveri


Tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011 un gruppo di piccoli agricoltori biologici, di attivisti e di lavoratori immigrati lancia dalla Piana di Gioia Tauro la campagna “SOS Rosarno”, ricevendo il sostegno delle reti di economia solidale e l'interesse di varie realtà anti-razziste. L'idea che anima la campagna è semplice, eppure implementa in maniera innovativa una critica radicale al modello dominante di produzione, distribuzione e consumo del cibo, mettendo in atto strategie di trasformazione di tipo strutturale proiettate nel lungo periodo. I promotori della campagna, in sintesi, ritengono che le condizioni indecenti di vita e di lavoro dei braccianti immigrati impiegati nella raccolta degli agrumi, così come le tensioni sociali a sfondo razzista nella Piana, siano dovute alla crisi dell'agrumicultura e, in particolare, alla crisi... [Leggi il Research Paper n. 40].


 

Agricoltura familiare e agribusiness nel neo-strutturalismo argentino

Attori, politiche pubbliche e modelli di sviluppo


di Santiago Conti


Il mondo rurale sta vivendo processi di cambiamento globale, dovuti alle nuove forme di capitalismo agrario. La nuova agenda per lo sviluppo in America Latina presenta l'articolazione di vecchie e nuove istanze, che danno luogo a nuovi conflitti. Dal neo-strutturalismo, come corrente del pensiero socioeconomico, si potrebbe iniziare un percorso per analizzare la politica di agricoltura familiare sotto diversi aspetti: il ruolo dello Stato, i modelli di sviluppo agrario, il ruolo del mercato, nel quale i diversi attori si incrocerebbero in una arena politica attraversata da dibattiti e ridefinizioni. La chiave di lettura proposta è quella di analizzare il caso dell'Argentina, non tanto come esempio ma come caso specifico, che si sviluppa tuttavia in un quadro e in un linguaggio dello sviluppo che interpella tutta l'America Latina ... [Leggi il Research Paper n. 39].