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VII (2016), 2 PDF Stampa E-mail


Modelli di sviluppo


Tecnologia, conflitti e pace. Proposte per una tecnologia etica


di Fabio Fineschi


Con tecnologia si intende spesso indicare in modo riduttivo l’insieme delle tecniche, piuttosto che - in linea con l'origine etimologica del termine - l’organizzazione logica, culturale e valoriale delle azioni con cui l’uomo modifica le strutture e i sistemi materiali, compreso il proprio corpo, per favorire il suo insediamento e sostentamento, sulla base delle sue credenze, conoscenze, elaborazioni teoriche, nonché del suo senso dell’esistenza del mondo e della coscienza di sé. Tecnologia è quindi, oltre che tecnica, conoscenza e sapienza, organizzazione e capacità di produrre: espressione di vita creativa simile all’arte. Per la stessa ragione, la tecnologia (ovvero l’ingegneria, l’architettura, la medicina, la scienza agraria, la veterinaria, ecc.) non è un mezzo (...)



Migrazioni e diversità culturali

 

Migrazioni e pratiche di pace

Il contributo del Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace a una società senza muri


di Pierluigi Consorti


Vorrei raccontare una storia che ho ascoltato qualche giorno fa. Fatah (il nome è di fantasia), 8 anni, è una piccola profuga siriana arrivata in Italia ad aprile, da Lesbo, con un viaggio assolutamente sicuro. Un evento eccezionale, perché Fatah e la sua famiglia non avevano i documenti in regola, eppure hanno ottenuto dalle autorità greche e italiane il permesso di partire. È stato possibile per due ragioni: innanzitutto perché erano arrivate a Lesbo prima del 20 marzo, da quel giorno è infatti entrato in vigore l’accordo fra Unione europea e Turchia, che ha inasprito molto le cose. E poi perché hanno viaggiato con papa Francesco insieme ad altri dodici persone, tutte mussulmane. Insomma, una specie di regalo al papa. Arrivata a Roma, Fatah comincia subito a frequentare la scuola e fa molti disegni: tutti caratterizzati da una grande croce nera che rappresentava la sua casa, andata distrutta. Non bisogna essere psicologi per (...)


 

 

Armi e disarmo


All’ombra dei missili in fiore. “Modernizzazione” o riarmo nucleare?


di Alessandro Pascolini


Gli ultimi anni hanno visto spegnersi le speranze dell’eliminazione delle armi nucleari, speranze basate sugli impegni espressi dai governi mondiali nel corso del 2010. Al loro posto si osserva un enorme sviluppo di tali armi da parte di tutti i paesi dotati di questi ordigni, con enormi investimenti finanziari. Questi progetti vengono presentati come “modernizzazione” di armi superate, ma coinvolgono in modo globale tutta la filiera delle armi con l’obiettivo dello sviluppo qualitativo del complesso dei sistemi nucleari offensivi. Nel lavoro si esaminano i programmi dei singoli paesi con armi nucleari, mettendo in evidenza gli aspetti specifici e le caratteristiche generali. Esaminando le conseguenze dei processi di modernizzazione, si sottolinea come essi siano destabilizzanti e offensivi, deteriorino le relazioni fra le grandi potenze, fattore che contribuisce a ulteriore sviluppo militare, e possano indurre modifiche delle dottrine militari da impostazioni di deterrenza (o di “minima deterrenza”) ... [Leggi il Research Paper n. 37].



Democrazia e diritti


The Impact of Social Media in Modern Societies

Highlighting New Ideological Barriers, Geostrategic Divisions and Future Prospects


by Tiziano Peccia and Rachele Meda


Social media development worldwide is contributing in spreading information among people but it is even creating tensions between States. This paper will analyse the current status of social media in three countries: Russia, China and Iran. The choice of analysing these countries is due to the creation of national social media in order to supply population’s demand of being netizens. In some cases, as in Russia, national social have the ambition to be used among the neighbour countries. By definition, Internet should “breaks down barriers”; however, some countries worldwide do not guarantee to their citizens a complete freedom of broadcasting. In particular, China, Iran and Russia, will be the samples of this analysis and their relation with the Western social media will be crucial for assessing "censorship" [Leggi il Research Paper n. 36].



Guerre e conflitti


Il reale significato odierno della celebrazione della Nakba


di Andrea Vento


Il 15 maggio è una ricorrenza di particolare importanza per i palestinesi. È il giorno in cui celebrano la Nakba, ovvero la 'catastrofe': tramite questa giornata viene mantenuto vivo il ricordo della cacciata dalle proprie abitazioni di centinaia di migliaia di persone e la mancata fondazione di un proprio Stato autonomo. La data scelta per questa ricorrenza ha un elevato significato simbolico: il 15 maggio 1948 segna, infatti, l'inizio della prima guerra arabo-israeliana, che si concluderà all'inizio del 1949 con la vittoria del neocostituito Stato d'Israele. È anche l'inizio delle lunghe traversie del popolo palestinese che, in circa 70 anni, hanno portato alla drammatica situazione attuale caratterizzata da violazioni sistematiche dei diritti umani e delle risoluzioni delle Nazioni Unite, da un regime di occupazione militare particolarmente opprimente, da continui (...)